Roma muore a colpi di “no” e così i visitatori fuggono. Poche infrastrutture e incentivi per rafforzare il settore. Parla Roscioli, il presidente di Federalberghi: la sindaca Raggi ha paura

di Carmine Gazzanni
L'intervista

Il discorso del Governatore del Veneto Luca Zaia (numero chiuso di turisti a Venezia, ndr) non può rapportarsi a Roma, perché “ Venezia è una città-museo dove di fatto non ci sono più residenti; Roma invece vive di numerosi turismi, da quello religioso a quello archeologico. Qui è impensabile porre un tetto ai turisti”. È  un fiume in piena Giuseppe Roscioli, presidente di FederAlberghi Roma. Uno che conosce a menadito il turismo, i suoi problemi e le ragioni dello stallo italiano. “D’altronde basta un confronto con le città europee”.

Si spieghi meglio.
Roma arriva a 38 milioni di turisti. Londra a 90 milioni. Ha mai sentito dire a qualcuno dall’Inghilterra di bloccare il turismo?

Ma allora perché non siamo in grado di far decollare il turismo della Capitale?
I problemi sono tanti, a cominciare dal fatto che non c’è regolamentazione e il degrado aumenta.

In che senso?
Le do un dato: a Roma ci sono 24 mila inserzionisti di affittacamere e va a finire anche che qualcuno dispone pure di più appartamenti. Il Comune di Roma però ha concesso 8.800 autorizzazioni. È evidente che qualcosa non torna. E così aumenta degrado, strutture senza sicurezza e lavoro nero.

A proposito del degrado. Diciamocelo: Roma non è una città, purtroppo, che accoglie bene i suoi turisti.
Questo è poi il punto principale. Bisogna sempre tener conto che i turisti sono cittadini temporanei. E quindi il malessere che viviamo noi è vissuto anche dai turisti che anzi lo vivono in forma amplificata. Perché noi casomai conosciamo buche, spazzature e così via. I turisti, invece, si sentono spiazzati quando devono fare i conti con topi e immondizia o autobus fatiscenti o che nemmeno passano.

E così i turisti nemmeno tornano. Non a caso un altro problema è quello della permanenza, molto limitata.
Guardi, in realtà questo è un problema globale. Oramai le persone ragionano in questo modo: viaggiare più spesso per meno tempo. Il problema però è un altro.

Cioè?
Se a Londra, Parigi, Barcellona, vai e poi torni, a Roma vieni una volta e non torni più.

E perché, secondo lei?
Sempre per un discorso legato al degrado e perché l’offerta è limitata. Altre città europee sono vivibili, organizzano eventi e mostre. Noi siamo bloccati. E purtroppo è questo che accade se si continua a dire sempre no a tutto…

Riferimento alla Raggi?
Io dico questo: in quest’ultimo periodo siamo buoni solo a dire no. Le faccio l’esempio di Torino: era una città Fiat-dipendente. Poi la Fiat è andata via e la città si è reinventata. Ha avuto coraggio e ha rischiato anche nel fare lo stadio. Ma oggi è una città viva, dinamica e che richiama persone. Roma no. A Roma c’è quella che io chiamo “decrescita infelice”: si dice di no a tutto, non ci si risolleva dalle emergenze e così si cade sempre più in basso.

Non pensa che un problema sia anche quello infrastrutturale?
È un problema centrale. Soprattutto l’aeroporto. Ed è colpa della compagnia aerea che abbiamo. Parigi è un hub per il Sud-Est asiatico, Londra per il Nord Europa. Roma è tagliata completamente fuori dal giro.

Se dovesse dare un giudizio alla politica nazionale sul turismo, che cosa direbbe?
Negli ultimi anni c’è stata troppo poca concentrazione sulla Capitale, che invece dovrebbe essere il fiore all’occhiello, come accade in tutti Paesi d’Europa. Roma dovrebbe avere un sistema a parte, autonomo. E invece la si amministra come fosse Foggia o Bergamo. Si era fatto un passo avanti con la città metropolitana, ma non è assolutamente questa la soluzione.

Se invece dovesse esprimere un giudizio sulla Raggi?
Io dico solo questo: io con gli ex sindaci avevo un rapporto diretto. Li incontravo con una media di una volta al mese, per parlare di turismo e ragionare sui dati. Ad oggi non ho mai incontrato Virginia Raggi o ricevuto una sua telefonata. Ho ottimi rapporti con l’assessore Adriano Meloni, ma con gli altri zero. Avevo chiesto di incontrare con lettera scritta l’assessore alla Mobilità Linda Meleo per ragionare sui bus turistici nelle ztl. Ma non mi ha nemmeno telefonato. Si sono rivelati impreparati e hanno come paura di incontrarci.  C’è diffidenza. Non lo so: (ride, ndr) forse hanno paura che qualcuno li filmi o li registri.

Twitter: @CarmineGazzanni

  • Sergio

    Sono anni che non vado a Roma ma sono stato disgustato proprio dalla scarsa manutenzione e pulizia delle strutture ricettive. Se il presidente di Federalberghi si occupasse più dei loro federati sarebbe un gran passo avanti, questo non significa che i problemi non esistano e che chi amministra dovrebbe darsi una mossa.