La caduta degli dei. Federer eliminato agli Ottavi di finale degli Us Open. Lo svizzero cede all’australiano Lohn Millman, numero 55 della classifica Atp

dalla Redazione
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Clamorosa sorpresa negli ottavi di finale degli US Open: lo svizzero Roger Federer, numero 2 del mondo e del seeding, è stato eliminato dall’australiano John Millman, numero 55 Atp, nel match che chiudeva il programma sull’Arthur Ashe Stadium: 3-6 7-5 7-6(7) 7-6(3) lo score, dopo 3 ore e 34 minuti di gioco in favore del 29enne di Brisbane, per la prima volta alla seconda settimana di uno Slam. Per il 37enne campione di Basilea, vincitore di 20 titoli Major, un’altra delusione dopo il ko nei quarti di finale a Wimbledon.

Solo un’altra volta in carriera il fuoriclasse elvetico aveva perso con un giocatore fuori dai primi 50 del ranking dopo essersi aggiudicato il primo set: era accaduto contro l’ucraino Sergiy Stakhovsky a Wimbledon nel 2013. L’elvetico, dopo aver fatto sua la prima frazione, si è trovato avanti 5-4 e 40-15 al servizio ma non è riuscito a portarsi in vantaggio di due set, complice una battuta meno efficace del solito (45% di prime nel 1° set e addirittura 31% nel 2°, alla fine 13 ace ma ben 10 doppi falli, uno proprio a regalare il 5-5 a Millman). Federer, costretto a fare i conti con la pesante umidità, si è procurato un set point poi anche nel tie-break del terzo set (6 a 5) ma non ha saputo sfruttare a dovere una seconda di servizio dell’avversario, che nella quarta partita ha saputo recuperare dal 2-4, portando l’epilogo al tie-break, dove ha concesso appena 3 punti al fuoriclasse rossocrociato (77 errori non procurati contro i 28 del rivale). Si tratta della prima vittoria in carriera su un top ten per il 29enne di Brisbane, capace di aggiudicarsi il 51% dei punti da fondo campo (90 su 177) a fronte del 40% ottenuti da Federer, sceso a rete 81 volte nell’incontro. Nelle sue precedenti 17 partecipazioni a Flushing Meadows, dove ha scritto il suo nome nell’albo d’oro consecutivamente dal 2004 al 2008, King Roger era uscito di scena negli ottavi altre quattro volte: nel 2000, 2001, 2003 e 2013.

“Ancora non mi rendo conto di quel che ho fatto, ho talmente rispetto per Roger e tutto quel che ha ottenuto… E’ uno dei miei idoli, certo oggi non era in una delle sue giornate migliori e io ho potuto approfittare del fatto che lui era quasi senza servizio. Ho cercato di controllare il controllabile, ed è quel che mi sono detto prima di scendere in campo. L’unica cosa che posso controllare è il lottare su ogni punto, quello che ho sempre fatto”, le parole di Millman, quasi incredulo, destinato ad entrare per la prima volta tra i top-40 del ranking a prescindere dal risultato nei quarti contro il serbo Novak Djokovic, contro il quale nell’unico precedente ha raccolto tre game, quest’anno sull’erba di Eastbourne, Davvero un exploit a sensazione per l’australiano che nel febbraio scorso si è sottoposto a un intervento all’inguine e in precedenza è stato operato due volte alla spalla. “Ad essere sincero le mie aspettative arrivando a questo torneo erano piuttosto basse. E  quando mi sono allenato con Andy Murray sull’Arthur Ashe prima dell’inizio degli US Open ho pensato che sarebbe stata la mia prima e unica volta su questo campo…”. Quarti di finale, contro il giapponese Kei Nishikori, per Marin Cilic, in un remake della finale del 2014 vinta proprio dal croato. Numero 7 Atp e del torneo, il 29enne di Medjugorje ha superato per 7-6(6) 6-2 6-4, in due ore e 24 minuti, il belga David Goffin, numero 10 della classifica mondiale e del seeding, sconfitto per la terza volta su tre sfide. In una partita costellata da tanti errori, anche per via delle difficili condizioni meteo, il belga è andato a servire per il primo set (5-4), ma ha subito il ritorno di Cilic, che ha recuperato e poi al tie-break è riuscito a spuntarla per 8 punti a 6 complice anche qualche regalino di Goffin. Il quale si è trovato costretto ad inseguire nella seconda frazione, sventando anche l’opportunità di un doppio break che avrebbe spianato la strada al croato. Il croato, salvate due palle per il 3-3, si è issato 4-2 e ha intascato il set senza problemi. Tre break consecutivi hanno aperto il terzo, due dei quali ad opera del finalista degli ultimi Australian Open, che ha gestito la situazione e solo nel decimo game dopo aver mancato due match point ha dovuto cancellare una chance del 5-5, facendo leva sulla potenza della battuta, per poi convertire la terza occasione con un bel diritto incrociato in corsa. Carla Suarez Navarro, numero 24 Wta e 30esima testa di serie, si è fatta un bel regalo di compleanno (oggi festeggia trent’anni) centrando per la seconda volta in carriera i quarti sul cemento newyorkese degli Us Open(era già accaduto nel 2013). E lo ha fatto battendo per 6-4 6-3, in appena un’ora e mezza di gioco, la russa Maria Sharapova numero 22 Wta e 22esima testa di serie, sconfitta solo per la seconda volta in sei confronti. Il quarto match di fila in notturna è stato dunque fatale a ‘Masha’, vincitrice dell’edizione del 2006: dopo aver fallito una chance di break nel secondo gioco del primo set, la siberiana ha perso per tre volte di fila il servizio e, anche se in due occasioni si è ripresa il break, ha finito per cedere il primo parziale al decimo gioco. Nella seconda frazione la tennista di Las Palmas de Gran Canaria ha strappato ancora in avvio la battuta alla russa, ha restituito immediatamente il break ma dal 2-1 per la bella siberiana si e poi aggiudicata cinque degli ultimi sei game. Nel bilancio conclusivo 15 vincenti per entrambe ma la Sharapova ha commesso quasi il doppio degli errori gratuiti rispetto alla sua avversaria, 38 contro 20, ed ha convertito solo il 38% (3 su 8) della palle-break a disposizione (contro il 75% della spagnola).

”Quando mi sono alzata stamane ho pensato solo ce volevo vincere  – ha ammesso la Suarez Navarro, che per un posto in semifinale se la vedrà con l’americana Madison Keys – Lo scorso anno avevo giocato contro Venus proprio nel giorno del mio compleanno ed avevo perso. Stavolta desideravo che questa giornata fosse davvero speciale. Ho cercato di essere aggressiva fin dall’inizio e di rimanere concentrata sul mio tennis: sono davvero soddisfatta per come ho giocato su questo campo fantastico”. L’ucraina Lesia Tsurenko, numero 36 Wta, dopo aver rispedito a casa Caroline Wozniacki ed aver superato la classica “prova del nove” battendo la ceca Katterina Siniakova, ha fermato anche la corsa della giocatrice più giovane arrivata agli ottavi, l’altra ceca Marketa Vondrousova, numero 103 del ranking mondiale. La 29enne di Vladimirec, ritornata negli ottavi a New York dopo due anni, ha vinto per 6-7(3) 7-5 6-2 dopo oltre due ore e mezza di lotta centrando i suoi primi quarti in uno Slam. La 19enne di Sokolov. dopo essersi aggiudicata il primo parziale al tie-break, è stata anche in vantaggio per 2-0 nel secondo set prima che un problema alla coscia destra la menomasse impedendole di giocarsi le sue chance fino in fondo. Tsurenko se la vedrà ora con la giapponese Naomi Osaka. (ITALPRESS).