Fiat e Chrysler sotto accusa. Per l’agenzia ambientale americana la Fca ha violato i dati sulle emissioni come la Volkswagen, il titolo crolla in Borsa

dalla Redazione
Economia

La Fiat Chrysler Automobiles (Fca) è finita sotto accusa da parte dell’Epa, l’agenzia ambientale americana. Il motivo? La società automobilista “ha schivato le regole ed è stata scoperta”, perché “non comunicare l’esistenza di un software che influisce sulle emissioni di un’auto è una seria violazione della legge”. Insomma, uno scandalo sul modello Volkswagen sui dati falsati relativi alle emissioni. Ma l’amministratore delegato della Fca, Sergio Marchionne, ha prontamente replicato: “Non abbiamo fatto niente di illegale. Tutto questo non ha alcun senso. Non c’è mai stata alcuna intenzione di creare condizioni per falsare”.

Il numero uno dell’azienda ha quindi spiegato di voler “collaborare con l’amministrazione per presentare i propri argomenti e risolvere la questione in modo corretto ed equo, rassicurando l’Epa ed i clienti di Fca Us sul fatto che i veicoli diesel della società rispettano tutte le normative applicabili”. Nel dettaglio “i motori diesel di Fca Us sono equipaggiati con hardware di controllo delle emissioni all’avanguardia, inclusa la tecnologia selective catalytic reduction (Scr). Ogni costruttore automobilistico deve utilizzare varie strategie per controllare le emissioni al fine di realizzare un equilibrio tra le prescrizioni di Epa relative al controllo delle emissioni di ossidi di azoto (NOx) e le prescrizioni relative alla durata, prestazioni, sicurezza e contenimento dei consumi”.

Le rassicurazioni, comunque, non sono bastate: a Piazza Affari il titolo Fiat ha perso più di 18 punti percentuali. E anche a Wall Street è in pesante ribasso.