Governo diviso? Non è vero. Parla l’economista Rinaldi: “Debito italiano sostenibile. Tria agisce da tecnico. Tocca ai politici Di Maio e Salvini negoziare con l’Ue”

di Antonio Pitoni
L'intervista

“Non c’è nessuna contrapposizione tra il ministro dell’Economia Tria e i due vicepremier Di Maio e Salvini”. Non ha dubbi il professor Antonio Maria Rinaldi. “Tria è un tecnico e si attiene ai dati, Di Maio e Salvini sono due politici e a loro spetta l’azione politica per rinegoziare con l’Europa e ottenere maggiori risorse per realizzare il contratto di Governo”, taglia corto l’allievo del ministro degli Affari europei, Paolo Savona. “Sottoscrivo quanto stanno dicendo e facendo i due vicepremier. Innanzitutto perché corrisponde a quanto indicato nel contratto di Governo. Inoltre, perché l’obiettivo che intendono perseguire, e cioè quello di ribaltare il paradigma che ha segnato la politica economica europea negli ultimi anni, va nella direzione giusta: abbandonare l’austerity e dare vita a politiche espansive per rimettere in moto la crescita”.

Ma in che modo?
“Faccio un esempio. Negli ultimi 17 anni, a partire dal 2001, la media degli investimenti pubblici rispetto al Pil nei Paesi dell’Ue si è attestata intorno al 3%. In Italia, invece, nello stesso periodo, non abbiamo superato il 2,7%. Cumulando questo gap dello 0,3% annuo per l’intero periodo di riferimento, si arriva a 95-100 miliardi in meno investiti dal nostro Paese rispetto agli altri Stati europei. Una cifra con la quale, tanto per dare un’idea, ci saremmo potuti permettere, ad esempio, di costruire 900 ospedali in più. Se ora, per la prima volta, c’è un Governo che dice all’Ue ‘fateci recuperare questo gap’, scomputandolo dal deficit, credo che convenga a tutti: all’Italia, in primis, che se riparte può tornare a rispettare i parametri europei e, di conseguenza, alla stessa Ue”.

In altre parole sta decidendo che il debito non è necessariamente negativo?
“Il problema del debito non è nell’entità ma nella sostenibilità. E, grazie agli avanzi primari, l’Italia è sempre riuscita ad avere risorse sufficienti per garantire la sussistenza del debito. Altrettanto certo è che l’austerity non ha prodotto altro risultato se non quello di aumentare il debito”.

Come giudica l’azione del ministro dell’Economia Tria? Ci vede, come molti, una contrapposizione con Di Maio e Salvini o, piuttosto, ritiene che dicano, in modo diverso, le stesse cose?
“Non c’è nessuna contrapposizione. Tria è un tecnico, Di Maio e Salvini sono due politici. Tria dice: ‘Questi sono i dati ai quali mi devo attenere’. A Di Maio e Salvini spetta l’azione politica per rinegoziare il rispetto dei parametri europei e mettere a disposizione del Mef maggiori risorse. Io agirei esattamente come Tria, ribadendo che questa azione politica spetta ai due leader politici dell’Esecutivo”.

Flat tax, Reddito di cittadinanza, superamento della legge Fornero sulle pensioni: si possono fare contemporaneamente oppure occorrerà graduare o scaglionare queste misure?
“La bacchetta magica esiste solo nelle fiabe. Il contratto di Governo M5S-Lega non è stato concepito per fare tutto in pochi mesi ma nell’arco di una legislatura. Anche se, su queste misure, si sono create forti aspettative alimentate, nel Paese, da situazioni di estremo disagio. Reddito di cittadinanza e dual tax, rispondono d’altra parte a questa domanda di equità sociale da parte dei cittadini. Mi auguro che l’Europa se ne renda conto”.

Diversamente?
“Se l’Ue ignorasse queste istanze che arrivano dal basso, le elezioni Europee del prossimo maggio segnerebbero un inevitabile terremoto politico. Di fronte alla scelta incomprensibile di restare vincolati a numeri e numeretti tanto aleatori quanto i parametri di Maastricht, non è da escludere una reazione dell’elettorato tale da capovolgere i rapporti di forza in seno all’Unione europea”.

L’ex ministro Padoan sostiene che il decreto Dignità sia eccessivamente punitivo per l’economia. Il presidente della commissione Bilancio della Camera, Borghi gli ha risposto che a punire l’economia ci ha già pensato l’Europa. Chi ha ragione?
“Sottoscrivo la replica di Borghi. E aggiungo che forse a Padoan è sfuggito che il Parlamento europeo abbia formalmente sollecitato, con una propria deliberazione, i Paesi Ue ad adottare misure che rafforzino le tutele in favore dei lavoratori precari. Il decreto Dignità va esattamente in questa direzione. Padoan farebbe bene a guardare tutti i provvedimenti che arrivano da Bruxelles, non solo quelli che gli fanno comodo”.

Sono stati appena rinnovati i vertici di Cassa depositi e prestiti. Ma quale dovrebbe essere, a suo avviso, il ruolo della Cdp del nuovo corso giallo-verde?
“Tutti si sono concentrati sui profili dei nuovi amministratori, ma ciò che conta davvero è la mission che il Governo affiderà alla Cdp. A mio avviso l’Esecutivo dovrebbe rivedere le funzioni che la Cassa ha finora svolto ispirandosi al modello dell’omologa tedesca Kfw. E, quindi, dare pieno supporto all’economia reale e al debito sovrano anche sostenendo i titoli di Stato”.