Il Governo non si ferma, Orlando contro il magistrato Morosini. Il caso diventa istituzionale

dalla Redazione
Politica

Uno scontro tra poteri dello Stato. E, nonostante il tentativo di Matteo Renzi di fare il pompiere, il Governo tiene alta la tensione sul caso-Morosini. “Ne parleremo insieme al vicepresidente del Csm lunedì. Il problema ha assunto una rilevanza di carattere istituzionale: è mio dovere quindi attendere l’incontro col vicepresidente”, ha detto il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, sull’intervista del componente del Csm a Il Foglio. Insomma, la smentita di Morosini non è bastata. Del resto lo stesso vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini, aveva espresso una posizione netta: “Noi pretendiamo rispetto per le nostre funzioni, ma per farlo dobbiamo prima di tutto assicurare rispetto ai rappresentanti dei poteri dello Stato”. E l’Associazione nazionale magistrati (Anm) ha sottolineato che se “se confermate” le parole di Morosini “sono inopportune”.

Dall’opposizione, però, si leva una voce polemica nei confronti dell’esecutivo. Ricordando le parole pronunciate da Giuseppe Fanfani, altro componente del Csm che pure aveva fatto parlare di sé. “La sa tanto di tentativo di distrarre l’opinione pubblica dall’iniziativa annunciata l’altro ieri da un altro membro del CSM, Giuseppe Fanfani, che ha definito ingiustificato ed eccessivo l’arresto del sindaco di Lodi e per questo ha chiesto l’apertura di una pratica al CSM per verificare ‘la legittimità dei comportamenti tenuti e dei provvedimenti adottati’ dalla magistratura lodigiana”, ha affermato il deputato di Alternativa Libera, Tancredi Turco. “Ammettere che ci sono dei problemi è un gesto di onestà intellettuale che può servire a far evolvere la magistratura in maniera positiva per l’intera collettività”, ha aggiunto. Insomma lo scontro istituzionale surriscalda anche gli animi in Parlamento.

Questione prescrizione
Il ministro Orlando ha anche affrontato il tema della prescrizione, che sta creando qualche problema nella maggioranza. A cominciare dal Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano per finire al gruppo di Denis Verdini. Il Guardasigilli ha ribadito l’intenzione di approvare la riforma entro l’estate. “È
un percorso complesso, ma che avrà un esito. La prescrizione spesso è frutto di un complessivo disordine. Abbiamo un testo base, degli emendamenti e dei tempi, non sappiamo quale saranno le modifiche la discussione è aperta”. “Siamo certi – ha concluso – che questo intervento ridurrà i numeri della prescrizione”.