Il regalino di Google al Sole 24 Ore. Un milione di euro per prodotti editoriali innovativi. Dietro spunta l’asse con Confindustria Digitale contro la riforma Ue del copyright

di Stefano Sansonetti
Economia

di Stefano Sansonetti

Per carità, nel caleidoscopico bilancio del Sole 24 Ore, fatto di grandi buchi e grandi tappi, un milione di euro non sarà una gran cosa. Ma è pur sempre un milione. Ed è curioso andare a vedere il modo in cui è arrivato. Sì, perché a quanto pare questo milione di euro si è materializzato a seguito di un premio riconosciuto al gruppo editoriale nientemeno che da Google. Nei giorni scorsi il Sole 24 Ore ne ha parlato in pompa magna. Si tratta di due progetti innovativi, uno messo a punto dal quotidiano di via Monte Rosa e l’altro da Radio 24, che si sono meritati 978mila euro messi a disposizione dal Digital News Innovation Fund di Google. Il progetto del quotidiano, ribattezzato “Royalty”, si propone di analizzare il comportamento dei lettori digitali per poter fornire loro un prodotto editoriale altamente personalizzato. Il progetto sviluppato per Radio 24, denominato “AI Anchor”, ha l’obiettivo di generare “in modalità automatica” contenuti audio di alta qualità con focus sul mercato azionario, sui bilanci aziendali, su dati macroeconomici e via dicendo. Insomma, tutto molto bello. E tutto molto premiato da Google. Di sicuro può essere curioso notare come di recente si sia creato un asse di non poco conto tra la Confindustria proprietaria del Sole 24 Ore e il colosso di Mountain View. A inizio luglio, per dire, il presidente di Confindustria digitale, Elio Catania, ha criticato il progetto europeo di riforma del diritto d’autore, il cui esame è stato rinviato a settembre. Una posizione che di fatto fa scopa con quella assunta da Google, tra i più strenui oppositori del quel progetto. E può anche essere il caso di segnalare che a Confindustria digitale aderisce Anitec-Assinform, l’associazione confindustriale delle imprese del settore Ict tra le quali troviamo sempre Google. Insomma, ci sono rapporti piuttosto collaudati tra il colosso Usa e il mondo confindustriale. Sarebbe però ingeneroso non segnalare che altri segmenti di Confindustria si sono espressi a favore della riforma europea del diritto d’autore, di fatto assumendo una posizione in contrasto con Confindustria digitale e con Google. Parliamo soprattutto di Confindustria Cultura (che rappresenta le imprese editoriali) e Confindustria Radio Tv (che di fatto riunisce tutte le principali Tv nazionali), entrambe favorevoli a quelle stesse norme ora rinviate a settembre per un supplemento di riflessione. Nel frattempo Google fa pervenire un bel milione di euro al gruppo Sole 24 Ore. Il cui bilancio, dopo la perdita di 92 milioni del 2016, e dopo aumenti di capitale e vendite di gioielli di famiglia, nel 2017 è tornato a un utile consolidato di 7,5 milioni.