Un’autorità all’Authority. In Borsa ora si cambia musica. Parla Rinaldi: “Nessuno in Italia è ai livelli di Savona. Le voci su di me in quel ruolo? Meno male, sono salvo”

di Carmine Gazzanni
L'intervista

“Appena ho saputo che il consiglio dei ministri aveva ufficializzato la nomina, ho immediatamente fatto tutti gli auguri possibili e immaginabili al professor Savona, sapendo che il suo ruolo non sarà facile”. Antonio Maria Rinaldi non solo è un altro eminente professore di economia, ma è l’allievo per eccellenza dello stesso Paolo Savona. E, incidentalmente, è uno dei nomi che nelle settimane scorse era stato fatto proprio per il ruolo di presidente della Consob. Curiose coincidenze da cui spicca una sola certezza a detta di Rinaldi: “Non c’è in tutta Italia profilo migliore per quel ruolo”.

Dice?
“Beh, credo sia superfluo sottolineare che Savona ha tutte le caratteristiche, più di quanto si possa immaginare, per ricoprire la carica di presidente della Consob”.

Potrebbe, dunque, ridare lustro ad un’Autohority che negli ultimi anni, secondo alcuni, aveva perso autorevolezza?
“Poche persone possono coniugare un curriculum come quello del professor Savona e un ex-cursrus professionale che spazia dall’accademia all’economia reale, dall’economia aziendale fino ai vertici di banca. Non dimentichiamoci che è stato il presidente del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi per moltissimi anni”.

Il nome giusto al posto giusto?
“Conosce alla perfezione il sistema bancario. Peraltro lui è nato in Banca d’Italia con Guido Carli. È una personalità difficilmente replicabile in Italia. Questo è fuor di dubbio. È il profilo più alto possibile”.

Non sarà un ruolo facile quello che si troverà davanti.
“Certamente troverà molti dossier sulla sua scrivania, ma il professore saprà affrontarli e risolverli nella maniera più adeguata”.

Non crede, però, che ci sia il rischio di un veto del Quirinale? D’altronde già ai tempi della formazione di Governo è capitato…
“Guardi, presumo che se il Governo questa volta si è mosso in questa direzione, ha sicuramente sondato preventivamente il campo. Credo ci siano già stati i semafori verdi per la nomina”.

Le opposizioni, però, dal canto loro parlano di nomina incompatibile. Cosa ne pensa?
“Non sono un esperto di regolamenti amministrativi e giuridici. Però ripeto: se il Governo si è mosso su questa strada, anche se eventuali incompatibilità sono convinto che già ha valutato a priori che tutti i presupposti, altrimenti non si sarebbero così esposti”.

Intanto, però, Savona lascia un posto all’interno del Governo. Crede sia un “punto” guadagnato con la Consob o un “punto” perso considerando che il professore lascia il dipartimento per le Politiche Ue?
“Penso che la risultante della somma è zero. Parliamo, dopotutto, sempre di una persona indicata dal Governo e peraltro di un’altissima professionalità. Come si suol dire, poi, i servitori dello Stato sono sempre a disposizione del proprio Paese quando vengono chiamati”.

Dalle cronache dei giornali era venuto fuori anche il suo nome nelle settimane scorse per il ruolo di presidente Consob. Dispiaciuto?
“Macché! Ma meno male (ride). A parte gli scherzi, sono ben contento di essermi salvato da tale incombenza. Conoscendo molto bene l’ambiente finanziario e di borsa, sono ben conscio dell’impegno che un incarico di questo tipo genera”.

Meglio Savona, insomma.
“Sono contento che il mio professore storico abbia ottenuto tale incarico. Sono contento per lui e per l’Italia. Anche se, ripeto, non lo invidio assolutamente”.