La guerra di carta dei sindaci scrittori. SottoMarino spara l’ultimo siluro sul Pd. E anche Alemanno racconta la sua veritร  Capitale

La guerra di carta dei sindaci scrittori. SottoMarino spara l'ultimo siluro sul Pd. E anche Alemanno racconta la sua veritร  Capitale

Alle pagine della sua storia millenaria Roma puรฒ aggiungere una nuova guerra, per fortuna pure questa di carta. Due volumi, uno a stretto giro dallโ€™altro, sfornati dagli ultimi due sindaci. Ieri รจ partito Ignazio Marino, con un distillato di veleni sul Pd, su Matteo Renzi, sui poteri forti di una cittร  dove nessuno ha pianto per le dimissioni del sindaco marziano. Un libro dove non si ammette nessun errore e non si capisce come sia stato eletto se fosse vero che la Capitale รจ cosรฌ piena di โ€œfascisti tornate nelle fogneโ€. Prima del suo arrivo messianico, in Campidoglio cโ€™era solo marciume, lobby, Carminati e Buzzi di mafia Capitale, guarda caso questโ€™ultimo suo grande elettore.

PAGINE DI STORIA
Una lettura troppo di parte e scaricabarile, alla quale ha subito risposto il precedente capo della Giunta capitolina, Gianni Alemanno. A sua volta sotto scacco per lโ€™inchiesta di mafia Capitale, il sindaco che aveva interrotto la lunghissima stagione dei Rutelli uno, Rutelli due, Veltroni uno e Veltroni due, affronta tutti gli addebiti mossi dalla Procura e poi passa alle motivazioni politiche delle scelte su cui si mosse la sua amministrazione. Scelte condivise con gli alleati politici dellโ€™epoca, tra cui molti degli ex sodali politici oggi aderenti a Fratelli dโ€™Italia che fanno finta di non ricordare e chiedono discontinutร  con quel passato. Nel libro di Alemanno, (Veritร  Capitale, Caste e Segreti di Roma, Koinรจ Nuove edizioni editore), con la prefazione del direttore de La Notizia, Gaetano Pedullร , a differenza di quanto si legge nel volume di Marino, cโ€™รจ una severa autocritica su alcuni oggettivi errori politici, a partire dalla scelta di una serie di collaboratori poi rivelatisi piรน interessati ai loro interessi personali che a quelli della cittร .

I VERI SCOPI
Alemanno, ed รจ qui unโ€™altra differenza sostanziale con lโ€™attacco a testa bassa di Marino, in cerca di unโ€™ultima chance mediatica per ricandidarsi al Campidoglio (o dove capita), non ha nessun obiettivo politico, nellโ€™immediato perlomeno, se non quello di ristabilire la veritร  di fatti messi in discussione dalle accuse dei magistrati (mentre il processo che lo riguarda non รจ ancora arrivato ad alcuna sentenza), e dalle opposizioni politiche interne ed esterne a un Centrodestra in fase di decomposizione, a Roma piรน che altrove. La veritร , ammette Alemanno, รจ che con la sua parte politica ci si lanciรฒ โ€œverso obiettivi difficili e impervi con una macchina con le ruote sgonfie e il volante rotto. Non potevamo – scrive – non romperci lโ€™osso del collo, anzi fin troppo รจ stato realizzato in queste condizioniโ€. Mancรฒ in sostanza la squadra di governo, dice Alemanno, che come scrittore รจ piรน sincero di un Marino marziano tanto come sindaco che come scrittore.

Ignazio che strazio. Accuse a Renzi e al Pd

Il bello della politica italiana รจ che i risultati non contano. Conta la โ€œnarrazioneโ€, come direbbe Matteo Renzi. Uno puรฒ anche fare un disastro, amministrare una cittร  senza portare a casa un solo risultato concreto, e poi perรฒ dopo qualche mese torna con il suo bravo libricino e regola un poโ€™ di conti, candidandosi a occupare un qualche spazio politico. Ignazio Marino non รจ piรน un marziano. Con la sua scusa delle sue memorie da sindaco di Roma, presentate ieri, ha attaccato a testa bassa il Pd e Matteo Renzi, ha evitato abilmente le domande dei cronisti su una sua eventuale candidatura di disturbo alle prossime elezioni, ma ha fatto capire chiaramente che intende fare politica attiva. E il pensiero corre subito a un altro personaggio che non ha peli sulla lingua come Massimo Dโ€™Alema, con il quale il chirurgo siciliano ha ottimo feeling.

COMPAGNI?
Il libello dellโ€™ex primo cittadino di Roma non contiene quelle rivelazioni che lui stesso aveva fatto abilmente balenare nelle scorse settimane. In compenso la sua presentazione รจ stata uno show. Uno show con battute che Marino si preparava da mesi. La piรน sarcastica รจ quella che sistema il Pd, il partito che lo ha costretto alle dimissioni dopo che lui si era letteralmente imbullonato al Campidoglio: โ€œSe avessi seguito tutti i consigli del Pd forse mi avrebbero messo in cella dโ€™isolamentoโ€. Non male per un partito che ha avuto i suoi โ€œcadutiโ€ nellโ€™inchiesta Mafia Capitale. Poi, giร  che cโ€™รจ, lui che invece รจ uscito pulito dalla Carminati-story, racconta questi anni vissuti a Roma come una battaglia contro โ€œpartiti voraci, sia a destra che a sinistra, che fingono di litigare durante il giorno e poi si siedono tutti a tavola con persone adesso anche arrestateโ€.

SPAZZATURA
Il Marino di ritorno da Marte ha uno scatto dโ€™orgoglio quando ricorda che con la sua presenza al Campidoglio Roma ha finalmente trovato il coraggio di โ€œchiudere dopo 50 anni la piรน grande discarica del mondoโ€. Purtroppo non trova il tempo per fare nomi e cognomi: si tratta di Malagrotta, di Manlio Cerroni, detto il โ€œSupremoโ€ o anche โ€œLโ€™ottavo re di Romaโ€. Ma ha fatto altro di memorabile nei suoi 28 mesi? Gli stessi partiti della maggioranza che lo sosteneva hanno seri dubbi e non a caso rischiano di pagarla cara nelle urne. Nel libro del chirurgo, invece, trova spazio anche una (presunta) e velonosissima rivelazione. โ€œLโ€™ex vicesindaco Marco Causi mi consigliรฒ: Tu lasci Roma, vai a Philadelphia, spegni il cellulare e diventi irreperibile per otto o dieci giorni. Cosรฌ per irreperibilitร  del sindaco il governo dovrร  nominare un commissario e sciogliere consiglio e giuntaโ€. Quasi incredula la reazione del politico piddino chiamato in causa: โ€œSi tratta di un falso, un falso che mi offende e mi rattristaโ€. Ma i botti finali della conferenza stampa sono per Matteo Renzi, che lo fece fuori. โ€œIl governo Renzi vuole tornare indietro perchรจ vuole una Roma nelle mani di questi costruttori che piรน che imprenditori sono dei prenditoriโ€, accusa Marino. Che poi si leva lโ€™ultima soddisfazione: โ€œIo spiegherรฒ alla magistratura i miei scontrini per 12 mila euro, ma Renzi in un anno spese 600 mila euro in spese di rappresentanza e non ha pubblicato uno scontrinoโ€.