di Stefano Sansonetti
Un fatturato aziendale che viene confuso con le spese messe in conto per attivitร di lobbying. Miliardi che diventano per errore milioni. Il responsabile legale dellโazienda con un nominativo completamente sbagliato. Non cโรจ che dire, ci sono tutti gli ingredienti per quello che puรฒ essere definito un grande equivoco sullโasse Roma-Bruxelles. Al centro della scena ci sono la Rai, lโazienda televisiva italiana guidata dal direttore generale Luigi Gubitosi, e il Transparency Register, sulla carta quel registro allโinterno del quale le varie societร interessate a interfacciarsi con gli organismi comunitari pubblicano i dati aziendali e i nominativi dei loro โlobbistiโ. Il sistema che presiede alla gestione dellโelenco fa capo direttamente alla Commissione e al Parlamento Ue.
LE CIFRE
Ebbene, fino allโaltro ieri nella scheda relativa alla Rai sembrava che il budget annuale messo in conto da viale Mazzini per attivitร lobbistiche a Bruxelles e a Strasburgo fosse di 2,7 milioni di euro. La cifra, del resto, era messa nera su bianco fino al 5 maggio. E qui il numero non poteva non saltare allโocchio. Come รจ possibile che la Rai possa spendere fino a 2,7 milioni per fare lobbying? Tanto piรน che altre societร italiane, iscritte nello stesso Transparency Register, riportano spese nettamente inferiori: tra i 500 e i 600 mila euro per lโEni, tra i 2 e i 2,2 milioni lโEnel, meno di 10 mila euro per Finmeccanica, meno di 10 mila euro per Fincantieri, tra i 10 e i 25 mila euro per Mediobanca e tra i 200 e i 300 mila euro per Mediaset. Naturalmente La Notizia ha chiesto alla Rai lumi sulla vicenda. Ebbene, i dati riportati nella scheda custodita fino allโaltro ieri a Bruxelles erano tutti sbagliati, e sono stati prontamente corretti dopo le domande poste dal nostro giornale. In realtร i 2,7 milioni che venivano indicati alla voce โtotal budgetโ fanno riferimento ai ricavi della Rai messi a segno nel 2013, che perรฒ ammontano a 2,7 miliardi. Primo doppio errore quindi: ricavi confusi con spese per attivitร di lobbying e cifra corrispondente che ha perso per strada 3 zeri. Il tutto in una scheda ufficiale fino a due giorni fa era pubblicata in Europa. Ma non finisce qui. Tra i nominativi riportati nel Transparency Register fino al 5 maggio, alla voce โresponsabile legaleโ, compariva quello di Alessandro Picardi, in realtร responsabile delle relazioni istituzionali e internazionali. In ogni caso collocazione sbagliata, visto che quella casella sulla scheda รจ stata adesso riempita dalla presidente Anna Maria Tarantola. Insomma, nel tanto decantato registro dei lobbisti europei i dati relativi a mamma Rai facevano acqua da tutte le parti. Ma chi ha sbagliato? Il Transparency Register, inutile girarci intorno, si limita a registrare ciรฒ che gli viene inviato dalle varie societร . Eโ evidente, allora, che qualcuno dalla Rai ha inviato una scheda completamente sballata. Nella nuova versione, aggiornata ieri, la stima dei costi sostenuti per attivitร di lobbying รจ fissata tra i 50 e i 100 mila euro. Ma lโerrore non รจ stato privo di effetti.
LE CONSEGUENZE
Un articolo pubblicato da Politico Europe, testata on line americana (in collaborazione con lโeditore tedesco Axel Springer) da poco sbarcata a Bruxelles per fare le pulci ai poteri piรน o meni forti, ha messo la Rai nel mirino. โNon ci possono essere dubbi sul volume del budget per spese di lobbying messo in conto dalla Rai e posto a carico dei contribuentiโ, inizia il passaggio dellโarticolo dedicato a viale Mazzini. โLa Rai ha messo a budgetโ, prosegue, โ2,7 milioni per fare lobbying alla Commissione Ue sui temi dellโAgenda digitale e del copyrightโ. Una cifra che, conclude sul punto lโarticolo, โรจ il doppio del budget per attivitร di lobbying del Credit Suisse, che ha fatto il suo debutto nel registro la scorsa settimana e che ha questioni politiche molto piรน importanti da seguireโ. Certo, sopra lโindicazione dei 2,7 milioni la precedente scheda Rai fissava in meno di 10 mila euro le spese effettive per attivitร di lobbying. Ma la successiva indicazione di un โbudgetโ poteva dare lโimpressione che la cifra complessiva fosse proprio quella dei 2,7 milioni. Che perรฒ erano il fatturato, del tutto sbagliato. Nessuno, a Bruxelles e a Roma, fino allโaltro ieri, si era accorto di niente. Ulteriore dimostrazione di come il Transparenecy Register non serva a nulla.
Twitter: @SSansonetti