Dopo la crisi energetica rispuntano gli Eurobond: la Spagna propone il debito comune

Dopo lo shock energetico, all'Eurogruppo la Spagna torna a proporre gli Eurobond: Italia e Francia favorevoli al debito comune, i frugali no.

Dopo la crisi energetica rispuntano gli Eurobond: la Spagna propone il debito comune

Rispuntano gli Eurobond. Di fronte alla crisi energetica e al rischio di dover affrontare un nuovo shock, soprattutto in caso di reale ripresa del conflitto tra Usa e Iran, l’Ue cerca soluzioni. Così nella discussione di ieri all’Eurogruppo la Spagna ha riproposto il tema del debito comune. Trovando la sponda dell’Italia e della Francia, creando un nuovo asse che si scontra però, come di consueto, con i frugali.

L’Eurogruppo parte da un presupposto, messo nero su bianco sul documento finale della riunione: lo shock energetico non preoccupa troppo perché “l’economia dell’area euro si dimostra resiliente”. Certo, la crescita è già in rallentamento e continuerà “a un ritmo più lento rispetto a quanto previsto in precedenza”, con una ripresa attesa, per quanto moderata, nel 2027.

All’Eurogruppo rispuntano gli Eurobond: la Spagna propone, l’Italia si accoda

Durante la discussione, però, è tornato il tema del debito comune, pur non essendo previsto all’ordine del giorno. A rilanciarlo è stato il ministro dell’Economia spagnolo, Carlos Cuerpo. La proposta è quella di “ridurre la frammentazione dell’emissione del debito a livello dei 27 Stati membri, centralizzando parte di quell’emissione”.

L’idea è di creare un meccanismo per permettere alla Commissione di emettere una parte del debito dei Paesi membri e sviluppare così un mercato comune dei titoli di Stato. L’ipotesi, per Madrid, è che in caso di partecipazione di tutti i Paesi europei si possano raccogliere sul mercato 850 milioni l’anno attraverso gli Eurobond.

Al momento la proposta non è condivisa da tutti, anzi. Contrarie sono sicuramente l’Olanda e la Finlandia, ma c’è anche chi accoglie con favore l’idea spagnola, in primis proprio l’Italia e la Francia. Fonti del Mef hanno riferito all’Ansa che Roma vede “con favore la proposta spagnola” per emettere un debito comune europeo, pur sapendo che difficilmente i governi sarebbero disposti ad accogliere idee di questo genere.

Anche se una parziale, seppur minima, apertura è arrivata anche dalla Commissione europea. In particolare, è il commissario all’Economia, Valdis Dombrovskis, a dire che “restiamo disponibili a proseguire il dibattito più ampio sui safe asset europei”. D’altronde, ricorda Dombrovskis, all’interno del futuro bilancio pluriennale sono già previsti dei programmi per i quali non è escluso, in caso di necessità, il ricorso all’emissione di debito comune. Ma la strada per gli Eurobond resta in salita.