La tv e i suoi protagonisti visti da Klaus Davi. L’avanzata della Tgr Rai. Share in crescita per le testate regionali. Vero presidio del servizio pubblico

Nel calo di ascolti generalizzato della Rai, che sta colpendo tutte le reti al punto di aver allarmato il consiglio di amministrazione che la scorsa settimana si è riunito per una seduta dedicata ad hoc, si distingue positivamente il fortino della TGR, il canale regionale della Rai guidato da Alessandro Casarin (nella foto) e da Roberto Pacchetti, che resiste al trend negativo e addirittura incrementa gli spettatori. La TGR è la testata che più di tutte impersonifica il servizio pubblico radio-televisivo perché esprime un’informazione territoriale e perché le sedi locali Rai, soprattutto in alcune regioni critiche come Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, rappresentano un vero e proprio presidio fisico dello Stato.

ALLE RADICI DEL PAESE. Nonostante sia sempre stata un po’ sottovalutata, può essere tranquillamente definita la quintessenza del servizio pubblico, sia dal punto di vista dei contenuti che per il delicato ruolo simbolico che acquisisce grazie alla sua territorialità: ogni giorno si rivolge complessivamente a quasi 6 milioni di persone, una cifra davvero considerevole che rafforza il senso di appartenenza regionale per buona parte degli italiani. Cosa vuol dire il fatto che gli ascolti della TGR siano in controtendenza rispetto al calo delle reti generaliste e dei talk? Vuol dire che, ancora oggi, l’informazione locale è ritenuta essenziale e irrinunciabile per il servizio pubblico. Lo dimostrano anche i dati forniti dalla multinazionale OmnicomMediaGroup, secondo i quali gli ascolti del canale regionale Rai sono sostanzialmente in linea con quelli dello scorso anno.

Nel periodo dal 15 settembre al 19 ottobre 2019, l’edizione del TGR ore 14, in onda su Rai Tre, è stata vista mediamente da circa 2,3 milioni di spettatori con share del 15%. Nell’edizione serale (ore 19:30), invece, gli ascoltatori medi si aggirano attorno ai 2,4 milioni (share pari al 12%). Risultati stabili rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sia in termini di audience che in termini di share (-2% di audience nell’edizione delle 14, +2% di audience nell’edizione delle 19:30).

LE PUNTE DI DIAMANTE. La principale rubrica del TGR, “TGR-Leonardo”, in onda alle 14.50 e incentrata su scienza e ambiente, raggiunge in media 1 milione di telespettatori circa (share 8%). Anche in questo caso i dati risultano in linea con quelli fatti registrare lo scorso anno nel periodo omologo. Nella composizione d’ascolto, le due edizioni (meridiana e serale) presentano dati leggermente diversi tra loro.

L’edizione meridiana, in onda alle 14, presenta una quota femminile leggermente più elevata rispetto a quella maschile (55% femmine vs 45% maschi) con circa l’89% dell’audience che ha più di 45 anni. Rilevante, in termini di share, risulta essere la quota di laureati, pari al 23%. Le regioni del Centro riportano i dati d’ascolto maggiori in termini di share, a differenza del Sud. Infatti, regioni quali Sicilia, Campania e Puglia fanno registrare dati al di sotto della media mentre Umbria, Marche e Liguria riportano i migliori risultati d’ascolto. L’edizione serale, alle 19.30, ha una quota femminile simile a quella rilevata nell’edizione delle 14 (53% donne, 47% uomini) con l’89% dell’audience che ha più di 45 anni. Anche in questo caso, gli share più alti vengono riscontrati al Centro (Marche, Toscana e Umbria), più bassi nel Sud Italia (Campania, Sicilia, Puglia).

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