L’Italia si affida a Mancini. Sciolto il nodo della panchina della Nazionale. Azzurri a caccia del riscatto dopo la fine della disastrosa era Ventura

dalla Redazione
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Roberto Mancini è il nuovo commissario tecnico della Nazionale Azzurra di calcio. Lo rende noto la Federcalcio con una nota in cui si legge che ha “concluso un accordo di collaborazione tecnica con Roberto Mancini, che ricoprirà l’incarico di Ct della Nazionale e sarà presentato domani, martedì 15 maggio, alle ore 12 presso il Centro tecnico federale di Coverciano”.

Nato a Jesi il 27 novembre del 1964, Roberto Mancini, dopo una carriera da calciatore ad altissimi livelli spesa tra Bologna ma soprattutto Sampdoria e Lazio (totale 733 gare ufficiali e 204 gol, due scudetti, sei Coppa Italia, due Supercoppa italiana, due Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa europea), inizia la sua avventura di allenatore (dopo l’esperienza da vice di Eriksson in biancoceleste) nel febbraio del 2001 con la Fiorentina, suscitando molte polemiche perche’ non in possesso del patentino per allenare in Serie A. Con i viola vince subito la Coppa Italia. Nel gennaio del 2002, dopo 17 partite, si dimette dopo che alcuni tifosi viola lo minacciano per scarso impegno.

Nella stagione successiva torna alla Lazio: conclude il primo anno al quarto posto in campionato, centrando così la zona Champions, e arrivando in semifinale sia in Coppa Italia sia in Coppa Uefa, eliminato dal Porto di Jose’ Mourinho. L’anno dopo la Lazio di Mancini si aggiudica la Coppa Italia battendo la Juventus mentre in campionato giunge invece sesto. Nell’estate del 2004 il “Mancio” lascia il club capitolino per approdare all’Inter. Vi rimane quattro stagioni e sotto la sua guida i nerazzurri tornano a vincere: tre scudetti (il primo a tavolino dopo calciopoli), due volte la Coppa Italia e due volte la Supercoppa italiane il bilancio del tecnico jesino che pero’ in Europa non sfonda. E dopo l’eliminazione negli ottavi della Champions 2007-08 per mano del Liverpool annuncia le dimissioni a fine stagione salvo poi tornare sui suoi passi. Ma e’ troppo tardi e pochi giorni dopo l’Inter passa a Jose’ Mourinho.

A distanza di oltre un anno e mezzo la nuova chance: il Manchester City del ricchissimo sceicco Mansour. In Inghilterra Mancini continua a vincere: FA Cup (2011), Community Shield (2012) e soprattutto una Premier League (2012) che i Citizens aspettavano dal ’68. Ma in Champions non riesce mai a superare la fase a gironi e nel maggio 2013, a due giornate dalla fine del campionato, viene esonerato. Si rimette in gioco pochi mesi dopo in Turchia, al Galatasaray, che porta agli ottavi di Champions oltre a chiudere il campionato al secondo posto e conquistare la Coppa nazionale. Lascia a giugno ed a novembre dello stesso anno (2014) torna all’Inter in sostituzione di Walter Mazzarri, uscendo agli ottavi di Europa League e chiudendo il campionato in ottava posizione mancando, per la prima volta sotto la sua gestione, l’accesso alle coppe continentali. Nel torneo 2015-16 i nerazzurri, malgrado un girone d’andata vissuto in testa alla classifica, incappano in una crisi agli inizi del 2016 che provoca delle frizioni con la società. L’Inter chiude il campionato al quarto posto entrando in Europa League. Mancini  annuncia di voler rimanere sulla panchina interista, ma gli attriti con la nuova proprietà lo convincono a dimettersi nel mese di agosto (al suo posto De Boer). Rimane fermo l’intera stagione, quindi dal giugno 2017 l’approdo allo Zenit San Pietroburgo dove finisce la stagione al quinto posto, rescindendo il contratto nelle ultime ore per poter approdare alla guida della Nazionale italiana. (ITALPRESS).

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