Manovre in Cassa Depositi e Prestiti. L’Ad Gallia vuole andare in Poste. Tutta aperta pure la corsa per Finmeccanica

di Stefano Sansonetti
Economia
Gallia

Nell’infuocata partita delle nomine di Stato irrompe la Cassa Depositi e Prestiti. Il braccio armato del Tesoro, in teoria, non ha un Cda in scadenza quest’anno. Ma alcune dinamiche interne, a quanto pare molto movimentate, potrebbero scompaginare i programmi. Il punto di partenza è Fabio Gallia. L’attuale Ad avrebbe espresso ai piani alti di via XX Settembre il desiderio di abbandonare la Cdp prima del tempo. Ma per quale destinazione? Tra i suoi desideri ci sarebbe stato Mps, la disastrata banca senese nel cui futuro il ministero dell’economia sarà incisivamente coinvolto. Ma questa strada è stata ostruita da diversi ostacoli. Così Gallia avrebbe fornito l’alternativa: la poltrona di Ad di Poste, partecipata al 35% dalla medesima Cassa. È anche per questo, dicono alcuni osservatori, che Francesco Caio è dato in uscita dal colosso postale, con l’ipotesi di un approdo in Finmeccanica. Ma rimaniamo nei paraggi di Cdp. Cosa sta succedendo al vertice?

Il clima – A quanto filtra il rapporto tra Gallia e il presidente, Claudio Costamagna, non starebbe vivendo una grandissima stagione. Chissà, forse il sintomo di una fibrillazione che i diretti interessati pensano di risolvere con un’uscita anticipata. Ma proprio qui si creerebbe un problema di non poco conto. Il Governo di Paolo Gentiloni, infatti, già adesso ha le sue belle gatte da pelare tra Eni, Enel, Leonardo-Finmeccanica, Poste e Terna. Senza contare le 500 e più poltrone in ballo da qui a qualche settimana, considerando anche le cosiddette società “controllate delle controllate” (vedi La Notizia dell’8 febbraio). Insomma, sarebbe a dir poco complicato aggiungere anche la Cdp alla già folta lista di società da rinnovare. Anche Finmeccanica, in questo senso, sta diventando sempre più uno snodo. Al nome di Caio, dicevamo, vengono sempre associate buone chance di prendere il posto dall’attuale Ad, Mauro Moretti, colpito dalla sentenza di condanna di primo grado per la strage di Viareggio. L’ultimo nome in ordine di tempo, spuntato fuori per il vertice di Leonardo-Finmeccanica, è quello di Antonio Perfetti, oggi consigliere esecutivo della società energetica Gala, ma in passato Ad di Mbda Italia, la controllata dell’omonimo consorzio che costruisce missili (di cui fanno parte Leonardo, Airbus e Bae Systems). Accanto al suo, qualcuno ripropone i nomi di tre manager interni, ovvero Lorenzo Mariani (capo divisione elettronica per la difesa terrestre e navale), Andrea Biraghi (capo divisioni sistemi per la sicurezza e le informazioni) e Fabrizio Giulianini (già Ad di Selex). Alcuni di loro, a quanto filtra, sarebbero anche d’accordo nell’accogliere Caio come nuovo Ad, magari intravedendo qualche possibilità di promozione. Ma si tratta più che altro di suggestioni.

Gli altri – Per la serie “cavalli di ritorno”, invece, pare essersi riproposto al Tesoro Alessandro Pansa, ex Cfo, Dg e Ad di Finmeccanica. L’ipotesi di un suo ritorno nel colosso dell’aerospazio viene giudicata non banale, ma di difficile realizzazione. Nel frattempo Moretti, dopo la sentenza di primo grado sulla strage di Viareggio, sta cercando di resistere. Nei giorni scorsi ha incassato la forte difesa di Michele Emiliano e di Confindustria. In più sta cercando di far sponda su un parere pro veritate chiesto nelle scorse settimane dal Cda a tre giuristi. I quali hanno concluso che ci sono tutte le condizioni affinché Moretti continui a svolgere la funzione di Ad. Il problema, però, è l’opportunità. Ed è su questa che, forse, si giocheranno le decisioni del Governo.