Manovre per blindare Dublino. A Bruxelles c’è chi gioca sporco. Parla l’eurodeputata M5S, Pignedoli: “Regole da riscrivere. Il Trattato va modificato, pronti a dare battaglia”

“La posizione del Consiglio è inaccettabile e daremo battaglia nella prossima plenaria per bloccare questi tagli”. I tagli, contro cui si scaglia l’eurodeputata M5S Sabrina Pignedoli, sono quelli ai fondi per la revisione del Trattato di Dublino”.

Da un lato la Commissione Ue predica bene sulla redistribuzione dei migranti che sbarcano in Italia, dall’altro alcuni Stati razzolano male, proponendo in Consiglio un taglio di 60 milioni già stanziati per la revisione di Dublino. Siamo di fronte ad un’Europa a due facce?
“È l’ennesima dimostrazione che c’è qualcuno a Bruxelles che sta bluffando, ma stavolta al governo in Italia ci siamo noi che garantiamo l’interesse nazionale. La posizione del Consiglio è inaccettabile e noi daremo battaglia nella prossima plenaria per bloccare questi tagli. Da una parte a parole molti Stati aprono alla redistribuzione dei migranti con sanzioni finanziarie verso chi non rispetta gli obblighi fra partner europei, dall’altra poi votano in Consiglio per tagliare i fondi stanziati per la revisione del regolamento di Dublino”.

Avete chiesto alla Von der Leyen di intervenire sul Consiglio. Qual è stata la risposta?
“Von der Leyen non si è ancora insediata, ma noi ci siamo mossi spiegando in un incontro con la svedese Ylva Johansson, candidato Commissario agli affari interni, la nostra posizione. La Johansson non ha promesso nulla, ma ha compreso le buone ragioni dell’Italia che per troppo tempo è stata lasciata sola dagli altri Paesi europei. Nel programma della Commissione ci sono i ricollocamenti, vigileremo affinché le promesse vengano mantenute in tempi stretti”.

Conte e Macron hanno discusso a Roma di un meccanismo “stabile e duraturo” di gestione, in capo all’Ue, dei migranti soccorsi in mare. è una linea che condividete?
“Sì. L’Unione europea deve riformare il sistema comune europeo di asilo con la partecipazione di tutti gli Stati membri dell’Ue. Ci aspettiamo che anche altri Stati seguano l’esempio francese. E poi ci sono anche alcune violazioni dei diritti umani da verificare. Un nostro consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia è stato recentemente in Bosnia dove ci sono campi profughi che creano problemi di sicurezza e di cattiva gestione. Presenteremo una interrogazione per sapere come vengono spesi i fondi dell’Ue”.

Intanto Salvini continua a battere sui porti di nuovo aperti dopo il cambio di maggioranza in Italia. Il copione della Lega è lo stesso anche a Strasburgo?
“Salvini è un disco rotto. La politica dei porti chiusi è certamente servita a ‘europeizzare’ il problema che prima era solo italiano, tuttavia è solo grazie a Conte che qualcosa si muove. Le aperture di Macron ne sono la dimostrazione”.

Nell’incontro con la presidente della Commissione Ue Von der Leyen avete posto anche il tema della criminalità organizzata e del monitoraggio sugli appalti pubblici a livello europeo per prevenire irregolarità. Cosa vi aspettate al riguardo?
“Serve innanzitutto una definizione chiara e forte del reato di associazione a delinquere di stampo mafioso in tutti i Paesi membri per combattere la criminalità organizzata in modo più efficace. Inoltre, chiediamo di introdurre degli strumenti di monitoraggio a livello europeo degli appalti pubblici. Spesso chi commette reati in uno Stato poi partecipa a gare d’appalto in un altro Stato perché le informazioni non passano e la criminalità se ne approfitta”.

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