Mogol lancia la radio sovranista. Il presidente della Siae scrive alle emittenti. In onda almeno il 33% di artisti nazionali

Alzare il italiano per legge è possibile, almeno per quanto riguarda la produzione musicale nazionale. La proposta è stata avanzata da un deputato della Lega, Alessandro Morelli, che ha annunciato la presentazione di una proposta di legge intitolata: “Disposizioni in materia di programmazione radiofonica della produzione musicale italiana”. L’obiettivo della norma è semplice quanto efficace, prevedere che le emittenti radiofoniche nazionali riservino almeno il 33% della programmazione alla musica italiana “opera di autori e di artisti italiani e incisa e prodotta in Italia” e una percentuale almeno pari al 10% alle produzioni di artisti emergenti.

In tal modo aumenterebbero i profitti generati dalla trasmissione di musica italiana che andrebbero poi ripartiti tra gli artisti, così crescerebbe la ricchezza prodotta in Italia a fonte di una minore distribuzione dei profitti in favore dei cantanti stranieri. Basti pensare che secondo un recente studio della Società Italiana Autori Editori (Siae) sulla programmazione musicale radiofonica italiana, compresa nel periodo che va dal 2010 al 2017, e ha preso in esame le 11 maggiori emittenti nazionali, solo 4 di queste, hanno trasmesso più del 30% di musica italiana.

In cima alla classifica con un utilizzo di repertorio italiano pari al 95,4%, c’è Radio Italia, seguita da Radio Rai con il 43,5 per cento. Sempre sopra al 30%, nel periodo 2010 – 2017, ci sono Radio Rtl 102,5 con il 38,8% e Radio Studio 105, con il 32,4%, mentre il restante repertorio trasmesso da queste quattro emittenti è stato di matrice estera. Le restanti sette maggiori emittenti nazionali sono state sotto la quota del 30% proposta dal deputato leghista. La più esterofila è Virgin Radio che ha messo in onda musica straniera per più del 95% del tempo, seguita da Radio Capital con l’88,6% e da Radio 101 con l’87,9 per cento. Mentre Radio Deejay e Radio Montecarlo si sono attestate, rispettivamente, all’84,5% di musica di artisti stranieri e all’83,9 per cento.

Leggermente meno esterofile, ma sempre con una trasmissione di musica straniera ampiamente sopra il 50% ci sono Radio Kiss Kiss, con il 78,1% di opere di artisti stranieri e Radio Dimensione Suono con il 72,4 per cento. Numeri che evidenziano come la proposta del deputato leghista potrebbe avere un impatto positivo per i cantanti e i compositori italiani.

La conferma è arrivata anche dal presidente della Siae, Mogol, che ha scritto a tutte le emittenti radio italiane per chiedere di promuovere gli artisti nazionali e sostenere la norma scritta dal parlamentare della Lega. La lettere inviata dal numero uno della Società Italiana Autori Editori (l’impresa che si occupa di riscuotere i diritti d’autore), spiega infatti il contenuto della proposta Morelli e domanda “a tutti voi di contribuire a questa battaglia per la valorizzazione della nostra​ musica nelle radio. Qualsiasi vostra iniziativa sarà preziosa affinché si affermi il principio che la musica italiana fa parte del nostro patrimonio culturale e in quanto tale va valorizzata e difesa”.

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