Non solo Marini e Bocci. Effetto domino sulla sanità. Adesso fioccano gli esposti dopo la concorsopoli umbra

di Carmine Gazzanni
Cronaca

Un vero e proprio terremoto giudiziario quello che ha colpito la regione Umbria. E non solo per i nomi eccellenti finiti nell’inchiesta (a cominciare da quello della governatrice Catiuscia Marini), ma anche per il sistema corruttivo che l’indagine della Procura di Perugia, già ribattezzata “Concorsopoli”, ha fatto emergere. E da cui, molto probabilmente, potrebbero nascere altre e più inquietanti inchieste. Da quanto appurato da La Notizia, infatti, sarebbero diversi gli esposti che in queste ore si starebbero presentando sempre presso la Procura perugina. Il discorso è semplice: per via di quanto emerso soprattutto dalle intercettazioni telefoniche e ambientali, c’è il rischio più che concreto che diversi professori, ricercatori, medici abbiano compreso la ragione per cui la strada in passato a loro sia stata ostruita.

Uno dei casi più eclatanti è il reparto di gastroenterologia dell’ospedale di Perugia. Intercettato telefonicamente il direttore generale dell’azienda ospedaliera, Emilio Duca, dice: “La gastro (intendendo appunto “gastroenterologia”, ndr) va chiusa (omissis) vanno rinchiusi tutti in galera (omissis), non riesco a togliermi le sollecitazioni dei massimi vertici di questa regione a tutti livelli… ecclesiastici (omissis), ecumenici, politici, tecnici… tra la massoneria, la Curia e la giunta (omissis) non mi danno tregua. E la Calabria unita”.

Il reparto, d’altronde, è già finito agli onori della cronaca a causa di una gestione, secondo alcuni, familistica dove fino a qualche anno fa primario era proprio un calabrese qualche anno fa importante in città, il professor Antonio Morelli, e dove lavoravano – e lavorano tuttora dopo il pensionamento del primario– la moglie, Monia Baldoni, e la figlia, Olivia Morelli.

Nel frattempo, però, proprio per quel reparto che dopo il pensionamento di Morelli sarebbe dovuto tornare ad un docente universitario, il candidato più prestigioso era il professor Stefano Fiorucci, estromesso dalla gastroenterologia per via di pesanti dissidi con Morelli che avevano portato a una battaglia anche giudiziaria. Eppure, dopo essere stato scagionato da ogni accusa, Fiorucci doveva essere riassegnato presso la struttura complessa di gastroenterologia dell’ospedale di Perugia, come chiesto espressamente dal 2013 dallo stesso ateneo perugino. E invece Fiorucci per sei anni è rimasto assegnato, nonostante non sia un chirurgo, alla Chirurgia generale e per di più di Urgenza dell’ospedale di Perugia. Il dubbio, a questo punto, è forte: quanto ha inciso quella rete tra massoneria, curia e giunta di cui parla Duca in riferimento alla gastroenterologia? Chissà poi quanto abbiano inciso i rapporti personali tra i protagonisti di questa vicenda, considerando che a dar seguito alla riassegnazione dovevano essere proprio gli indagati di oggi. Saranno gli inquirenti a sciogliere l’ennesimo, pesante quesito.