A Novartis il maxi appalto per i super farmaci biologici. Il colosso svizzero si aggiudica lotti per 360 milioni su 400 totali

di Stefano Sansonetti
Cronaca
Alla fine il piatto più grosso è andato a Novartis. Il colosso svizzero si è aggiudicato la magna pars del maxi appal-
to Consip per la fornitura dei farmaci biologici, il primo nella storia della Centrale acquisti del Tesoro. In ballo c’era la fornitura alle strutture ospedaliere nostrane di principi attivi utilizzati per patologie gravi come tumori, leucemie, anemie, artriti reumatoidi. Il tutto nel perimetro di farmaci, come quelli biologici, normalmente più costosi di quelli tradizionali: se questi ultimi vengono ottenuti da “materiale” non vivente, tramite reazioni chimiche, i primi vengono sintetizzati a partire da organismi viventi, anche mediante tecniche di ingegneria genetica. Nei giorni scorsi sono stati assegnati sei lotti, dei sette complessivi, per un totale di 405 milioni di euro. E la societàfarmaceutica Sandoz, del gruppo Novartis, si è trovata in raggruppamenti che si sono aggiudicati ben 4 lotti del valore di 357 milioni di euro. Le carte del bando evocano anche la fornitura di farmaci biosimilari, cioè quelli sviluppati a partire dal farmaco biologico di riferimento e con esso intercambiabili a livello terapeutico, sempre che ci sia stato il via libera dell’Ema (European Medicines Agency). La Consip, alla sua prima esperienza con questo tipo di gara, stima un risparmio medio per principio attivo del 14%, traducibile in circa 140 milione di euro. Subito dopo Sandoz-Novartis, la seconda società farmaceutica per lotti incamerati è l’americana Pfizer.