Nuovi farmaci antitumorali. La gara Consip è un flop. L’industria medica non tratta sui prezzi. Gli ospedali dovranno farsi bandi autonomi

di Stefano Sansonetti
Economia

Va bene, il bando di gara era sperimentale. Ma riguardava una fornitura a dir poco delicata, quella dei farmaci antitumorali. Per questo l’esito della procedura non può che destare sorpresa. La Consip, centrale acquisti controllata al 100% dal Ministero dell’economia, lo scorso 10 luglio ha perfezionato l’esito di un maxiappalto da 112 milioni di euro per la fornitura ai nostri ospedali di “farmaci antineoplastici e immunomodulatori”.

Ebbene, il primo dato a balzare all’occhio è che dei 26 lotti in cui era divisa la gara ben 11 sono andati deserti. Un flop, senza starci a girare troppo intorno. Va chiarito che ogni lotto era legato a un determinato farmaco. Gli 11 andati deserti, solo per fare qualche esempio, riguardavano la fornitura di antitumorali come Etoposide, Gemcitabina cloridrato, Idarubicina cloridrato, Leflunomide, Metotrexato e altri. Nessuna casa farmaceutica si è presentata alle porte della Consip per fare un’offerta. Segno, come trapela dall’azienda, che la proposta della società del Tesoro non ha trovato l’interesse del mercato. La conseguenza di questo mezzo buco nell’acqua è che i nostri ospedali dovranno provvedere autonomamente alle forniture o appoggiarsi ad altre piattaforme. Il rischio è quello di acquistare i farmaci a prezzi maggiori rispetto a quelli che avrebbe potuto garantire la convenzione Consip. Il tutto con l’aggravio di dover istruire da soli una non semplice procedura di gara. Del resto la mancata partecipazione delle case farmaceutiche a così tanti lotti può voler dire che gli stessi colossi di Big Pharma hanno valutato che fosse più conveniente partecipare a gare bandite direttamente dalle strutture sanitarie. Da qui la domanda: il bando Consip poteva essere fatto meglio? Difficile dare una risposta, soprattutto considerando che la società del Tesoro si sta allargando a un numero sempre maggiore di forniture e non è mai semplice decifrare i singoli mercati di riferimento. Sta di fatto che l’esperimento non è riuscito.

Tornando ai 26 lotti originari, al netto degli 11 andati deserti, sul piatto restano altri 15 lotti. Di questi ultimi, e qui se vogliamo è la seconda notizia, ben 11 sono andati a un unico operatore, ovvero il colosso farmaceutico Accord Healthcare, che a sua volta fa capo al gruppo indiano Intas. Ma che ne sarà adesso dei lotti andati deserti? Al momento, stante il negativo segnale restituito dal mercato, non sembra esserci in cantiere da parte della Consip un piano “b”. Anche perché in altre occasioni, come nel maxi bando da 360 milioni per la fornitura dei farmaci biologici, il riscontro da parte del settore alla fine c’è stato.

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