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L’Onu avverte la politica. Il pianeta non regge con tanto inquinamento. Allarme di 250 scienziati di 70 Paesi. Intere zone di Asia e Africa a rischio

Lโ€™Apocalisse non รจ poi cosรฌ lontana. E pare avere un nome preciso: inquinamento

Pubblicato il 14 Marzo 2019 di Redazione on-line
di Redazione on-line

Lโ€™Apocalisse non รจ poi cosรฌ lontana. E pare avere un nome preciso: inquinamento. Lโ€™allarme arriva da uno studio di 250 scienziati dellโ€™Onu in cui si avverte che o si aumentano drasticamente le protezioni ambientali o cittร  e regioni in Asia, Medio Oriente e Africa potrebbero vedere milioni di morti premature entro il 2050. Il danno al pianeta รจ talmente grave che la salute delle persone sarร  sempre piรน minacciata a meno che non venga intrapresa unโ€™azione urgente da parte della politica che, fino ad ora, al di lร  di annunci e accordi programmatici, non ha inciso su un problema che tocca indistintamente tutto il pianeta. Il rapporto, infatti, avverte anche che gli inquinanti nei nostri sistemi di acqua dolce possono essere una delle principali cause di morte.

Lโ€™allarme arriva dalla sesta edizione del Global Environmental Outlook, rapporto prodotto da scienziati ed esperti provenienti da oltre 70 Paesi e pubblicato mentre i ministri dellโ€™Ambiente di tutto il mondo oggi si troverannno a Nairobi, in Kenya, per partecipare al forum ambientale di piรน alto livello. Il rapporto รจ la valutazione piรน completa e rigorosa sullo stato dellโ€™ambiente realizzata dallโ€™Onu negli ultimi cinque anni. Gli esperti โ€“ si legge in una nota โ€“ avvertono che gli inquinanti nei nostri sistemi di acqua dolce avranno un impatto anche sulla fertilitร  maschile e femminile cosรฌ come sul neurosviluppo dei bambini.

Ed รจ anche per questa ragione che il rapporto, tra le altre cose, consiglia lโ€™adozione di diete a basso contenuto di carne e la riduzione degli sprechi alimentari nei Paesi sviluppati e in via di sviluppo che ridurrebbero la necessitร  di aumentare la produzione alimentare del 50% per nutrire i 9-10 miliardi di persone previste nel 2050. Attualmente, avverte il report, il 33% del cibo commestibile globale viene sprecato e il 56% dello spreco avviene nei Paesi industrializzati. Il rapporto richiede anche unโ€™azione per frenare ogni anno il flusso degli 8 milioni di tonnellate di inquinamento plastico che si riversano negli oceani.

โ€œIl rapporto mostra che le politiche e le tecnologie esistono giร  per creare nuovi percorsi di sviluppo che evitino questi rischi e portino a salute e prosperitร  per tutte le persone โ€“ avvertono Joyeeta Gupta e Paul Ekins, copresidenti del gruppo di lavoro Geo-6 โ€“ Ciรฒ che manca attualmente รจ la volontร  politica di implementare politiche e tecnologie a velocitร  e livello sufficienti. La quarta assemblea ambientale delle Nazioni Unite a Nairobi a marzo deve essere lโ€™occasione in cui i politici affrontano le sfide e colgono le opportunitร  di un futuro molto piรน luminoso per lโ€™umanitร โ€. Non a caso il dossier si sofferma a lungo anche proprio sul fatto che il mondo oggi dispone della scienza, della tecnologia e delle risorse economiche per muoversi verso un percorso di sviluppo piรน sostenibile. Sta alla politica cogliere lโ€™occasione e imprimere una svolta a quanto fatto finora.

Tra coloro che sembrano aver colto il grido dโ€™allarme lanciato dallโ€™Onu cโ€™รจ anche il ministro dellโ€™Ambiente Sergio Costa che, proprio in vista della riunione di Nairobi, ha annunciato che premerร  proprio sullโ€™inquinamento di plastica nei mari, ovvero โ€œsul marine litter, una battaglia che lโ€™Italia sta portando avanti a livello nazionale, internazionale e che vuole portare a livello planetarioโ€. Tra gli altri temi su cui insisterร  particolarmente Costa cโ€™รจ quello dellโ€™economia circolare โ€œche in Africa รจ molto sentitoโ€ e, soprattutto, il discorso relativo ai cambiamenti climatici, diretta conseguenza dellโ€™inquinamento. E questo anche perchรฉ โ€œlโ€™Africa รจ un Paese โ€˜delicatoโ€™: รจ il continente che emette meno anidride carbonica ma anche quello che soffre di piรนโ€. Paradossi dellโ€™industrializzazione.

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