Rischio primarie clandestine e riciclo di rottamati. Sarracino, portavoce di Orlando, vede un flop ai gazebo

di Stefano Iannaccone
L'intervista
Sarracino_Orlando

Un Pd che si vergogna del proprio simbolo, come accade a Palermo. Con Renzi che vuole “primarie clandestine” dopo aver candidato nelle sue liste quelli che voleva rottamare. E prevede una sconfitta certa alle Amministrative di giugno. Marco Sarracino, portavoce nazionale della mozione Orlando, in questa intervista a La Notizia non le manda a dire agli avversari interni a pochi giorni dalle primarie dem.

A dieci giorni dalle primarie si può parlare di emergenza affluenza?
Siamo molto preoccupati. Orlando chiede il maggior numero di confronti televisivi possibili perché c’è un deficit di comunicazione tra il Pd e il Paese. Altrimenti si svolgono delle primarie clandestine, che non fanno bene al partito. Forse fanno solo piacere a un candidato. Ma se dovesse partecipare solo un milione di persone significherebbe che per il Pd c’è un problema serio.

Qual è l’asticella per parlare di un buona affluenza?
Due milioni di elettori. Al di sotto di questa soglia il significato è chiaro: siamo, in termini di voti, nettamente inferiori al dato delle ultime Politiche del 2013 (25% ndr). E il discorso vale indipendentemente dal vincitore.

Non siete stati troppo morbidi sulle nomine nelle aziende pubbliche fatte dal Governo, ma che sembrano dettate da Renzi?
Non siamo mai stati morbidi su Renzi, anche su alcune cose fatte al Governo. Il punto non è guardare indietro e cercare le responsabilità, ma è raddrizzare il tiro. Il risultato del referendum ha fatto capire che la narrazione positiva da sola non basta. Se con la Buona Scuola si perde l’elettorato che per anni ha votato il centrosinistra, significa che c’è un problema politico. Non è solo questione di comunicazione.

Quindi il Pd deve fare autocritica su alcune riforme che portano la sua firma.
Certo non si può di dire che il Jobs Act stia andando bene se la disoccupazione giovanile è al 40%. Per noi è necessario fare qualche correzione. Il problema è che finora abbiamo calato dall’alto le riforme. Il primo atto rivoluzionario, per noi, è quello di ascoltare le proposte di chi ha problemi.

In quali condizioni ripartirete dopo le primarie?
Sfido chiunque a dire che il partito è messo meglio rispetto a quello che Renzi ha ereditato. Possiamo raccontare quello che vogliamo, i fatti sono che il Pd ha perso le amministrazioni di Torino e Roma. E sono stati cambiati i valori fondativi del partito.

Infatti il Pd a Roma non sfilerà al corteo del 25 aprile.
Noi parteciperemo alle manifestazioni in tantissime città insieme all’Anpi che non è un’associazione divisiva. Oggi c’è il tema di cosa rappresenti, ma non ci deve essere alcun conflitto.

Renzi ha rottamato anche i legami con il passato…
La verità è che con la costruzione delle liste alle primarie, Renzi ha certificato il fallimento della rottamazione. Ormai candida capolista della sua mozione le persone che voleva rottamare.

Il Pd arriva da una scissione: è possibile ristabilire un contatto con i fuoriusciti?
L’obiettivo è quello di unire il centrosinistra. Per governare dobbiamo parlare con quell’elettorato e anche con quel ceto politico. Noi siamo già isolati, non possiamo isolarci ulteriormente. Vedo il guaio di Palermo, dove il Pd non presenta il proprio simbolo e si unisce con il Ncd.

Sembra quasi che si preferisca nascondere il simbolo del partito per vergogna…
Io no, ma è qualcun altro che se ne vergogna.

Le amministrative si annunciano difficili. Quali conseguenze possono esserci?
Ci siamo candidati per evitare una sconfitta annunciata dai sondaggi alle Amministrative e poi alle Politiche.

Indipendentemente dal risultato, è possibile trovare un punto di incontro con Renzi?
Fino a quando saremo nella stessa comunità bisogna trovare sempre un’intesa.

In chiusura: se vince, Orlando ha annunciato le dimissioni da ministro. E se perde?
A detta di tanti esperti, è un ottimo ministro della Giustizia: deve continuare fino alla fine del mandato.

Twitter: @SteI