Lโobiettivo dichiarato รจ approvare il piano editoriale il 6 marzo. Un giorno prima del termine ultimo. E, a quanto pare, i margini ci sono tutti. Nella riunione di ieri lโamministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini, ha illustrato il nuovo piano di cui tanto si รจ parlato nei giorni scorsi: una riunione fiume, durata piรน del previsto, durante la quale i membri del consiglio hanno dimostrato apertura nella discussione, con lโobiettivo di trovare una quadra su un piano che, di fatto, rivoluzionerebbe la Rai cosรฌ come la conosciamo.
Secondo quanto appurato da La Notizia, peraltro, i margini di trattativa sarebbe ampi anche per una convergenza โ non sempre trovata finora โ tra Salini e lo stesso presidente Marcello Foa, che avrebbe avuto nei giorni scorsi uno scambio proficuo e intenso con lโad. La misura di Salini รจ prettamente aziendalistica: svecchiare Viale Mazzini, rendendo la Tv pubblica piรน dinamica e competitiva, con un chiaro obiettivo di razionalizzazione dei costi. โIl piano โ fanno notare dal cda โ รจ a metร tra quanto proposto a suo tempo da Gubitosi e quanto proposto da Verdelliโ.
In entrambi i casi il progetto di renovatio naufragรฒ. E, in effetti, i punti di contatto sono diversi. Al centro del piano cโรจ la volontร di affiancare alla struttura che conosciamo, unโaltra orizzontale, suddivisa per aree tematiche: ai canali resterebbe solo un responsabile, non un direttore come oggi. Ci sarebbero, dunque, nove nuovi direttori: intrattenimento prime-time; intrattenimento culturale; intrattenimento day-time; fiction; cinema/serie tv; kids; documentari; nuovi format.
Polemiche nei giorni scorsi cโerano state perchรฉ non era stato inizialmente previsto nel piano un responsabile per i programmi di approfondimento. Ma, secondo quanto risulta a La Notizia, intenzione del cda sarebbe quella di aggiungere alle otto direzione elencate una nona, specifica per i programmi di approfondimento. In questo modo i direttori dovrebbero diminuire rispetto agli attuali con una razionalizzazione delle spese. E โ altro aspetto secondo Salini fondamentale โ una minore dipendenza dalla politica poichรฉ, inevitabilmente, le strutture โorizzontaliโ dovranno essere guidate da persone competenti. I direttori in carica difficilmente digeriranno questo cambiamento. Ed รจ per questo che sul tavolo pare ci sia anche la possibilitร di affidare le direzioni โorizzontaliโ a chi oggi รจ a capo delle reti. Una sovrapposizione che, tuttavia, potrebbe essere โaccettataโ solo in una prima fase.
La partita รจ aperta. Anche perchรฉ, nel frattempo, le pressioni politiche restano. Se da una parte il Movimento 5 stelle professa assoluta libertร dโazione per lโad, la Lega, nei corridoi parlamentari, storce il muso. Dopo il niet a Maria Giovanna Maglie, il Carroccio teme di non avere pedine decisive da giocare a Viale Mazzini, con lโaggravio che chi oggi รจ vicino risulterebbe molto meno determinante. Il tema su cui potrebbe scoppiare il caos – non tanto in Cda quanto in commissione di Vigilanza – รจ la previsione, centrale nel piano, a partire dal 2023 di una newsroom unica.
Lโidea, che fu di Carlo Verdelli, viene riproposta oggi da Salini: le singole testate e i direttori rimarranno, ma anche in questo caso il contenuto sarร in parte prodotto da unโunica struttura destinata ad alimentare tutte le piattaforme. In altre parole sarร questa piattaforma (e dunque chi la guiderร ) ad aprire e chiudere i rubinetti delle singole testate, che – assicurano tuttavia dal Cda – continueranno ad avere linee editoriali differenti, di modo da garantire comunque il pluralismo. โLโobiettivo – spiega un consigliere – รจ semplicemente evitare che, per esempio, una singola conferenza venga seguita a โfotocopiaโ da piรน giornalisti Rai. Poi ogni testata potrร costruire il servizio e approfondirlo come meglio crede e con la propria redazioneโ. Razionalizzazione, dunque. E competenza.