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Proud, una serie controcorrente nell’Europa delle destre al potere

La serie Proud racconta la storia di Filip, un giovane gay che lavora come modello e vive in una Varsavia politicamente intollerante.

Proud, una serie controcorrente nell’Europa delle destre al potere

Pur con un Premier liberale come Daniel Tusk, l’esercizio del potere del Presidente della Repubblica Karol Nawrocki, sostenuto dall’estrema destra del PiS, rappresenta per la Polonia una questione di equilibri politici e di conflitti d’interesse, soprattutto in termini di diritti civili. La retorica anti-LGBTQ+ ha costretto la Commissione Europea a vincolare l’erogazione di miliardi di euro di fondi strutturali al rispetto della Carta dei Diritti e, se consideriamo che proprio nel 2026 e sotto la pressione della giustizia europea, i tribunali di Varsavia hanno ordinato la trascrizione dei certificati di nozze di coppie dello stesso sesso sposate all’estero, dovrebbe essere facile capire quanto sia epocale ed esaltante l’arrivo su HBO Max di una serie polacca come Proud, nel bel mezzo del Pride Month di giugno.

Vincitrice del Gran Premio della Giuria ai Series Mania Awards di Lille dopo dieci anni di assenza della Polonia dalla kermesse, la serie racconta la storia di Filip, un giovane gay che lavora come modello e vive irresponsabilmente in una Varsavia politicamente intollerante ma, quando una tragedia familiare lo investe, dovrà dimostrare di saper costruire un nuovo equilibrio personale in cui la propria libertà possa convivere col rimorso, il fallimento e il pregiudizio sociale. Ignacy Liss, che interpreta Filip e proprio a Lille ha conquistato il premio per il Miglior Attore, grazie a Proud ha visto il proprio nome catapultato in cima alla lista delle agende casting di tutte le nuove produzioni internazionali, perché è indubbio che un progetto del genere meritasse un pubblico capace di scuotere l’opinione pubblica. Dichiarando a Variety quanto “certi argomenti non appartengano all’immaginario collettivo in Polonia”, l’attore ha indirettamente confermato le stime del rapporto FSE (Federazione degli Sceneggiatori Europei) presentato al Series Mania Festival sui governi di destra, che spingono i creativi d’Europa all’autocensura per paura di ritorsioni su larga scala, “condizionando le decisioni sul potenziale commerciale dei progetti cinematografici e televisivi.

Nonostante la tematica LGBTQ+ di Proud, l’americana HBO ha garantito quella libertà creativa ampiamente dibattuta a Lille, anche se – conclude il report – l’Amministrazione Trump ha manifestato chiaramente la sua avversione per la legislazione europea nel settore digitale, al punto da contrastare le produzioni americane in Europa che dal 2023 sono diminuite del 60%.