Draghi dà un taglio al Quantitative Easing. Il piano della Bce: da gennaio stop agli acquisti dei titoli di Stato

dalla Redazione
Economia

Stop al Quantitative easing. La Banca centrale europea ha annunciato il taglio degli acquisti di titoli di Stato, che sarà prima ridotto a partire da settembre, e poi interrotto a partire dal prossimo gennaio. La decisione è stata annunciata in una nota dell’Eurotower al termine della riunione del consiglio direttivo di oggi.

Il piano della Bce prevede una riduzione degli acquisti di titoli fatti attraverso il Qe a 15 miliardi al mese da ottobre a dicembre. Poi verranno totalmente azzerati con l’inizio del 2019. Nel piano annunciato oggi viene sottolineato che la Banca centrale continuerà a “reinvestire il capitale dei bond acquistati che giungono a scadenza “a lungo dopo la fine degli acquisti netti, e in ogni caso per tutto il tempo necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario”.

Restano invariati i tassi di interesse. Quello principale rimane fermo allo 0%, quello sui prestiti marginali allo 0,25% e quello sui depositi a -0,40%. Quanto deciso oggi risulta pienamente in linea con le aspettative del mercato. Al termine della riunione del consiglio direttivo l’istituto guidato dall’italiano Mario Draghi ha inteso sottolineare che la Bce “continua ad aspettarsi che i tassi chiave resteranno agli attuali livelli almeno lungo tutta l’estate 2019 e in ogni caso tutto il tempo necessario per assicurare che lo sviluppo dell’inflazione resti allineato con le attuali aspettative di un sostanziale percorso di aggiustamento”.

La Banca centrale europea ha rivisto al rialzo la sua stima sull’inflazione dell’eurozona all’1,7% per quest’anno e per il 2019 dal precedente 1,4%. Al termine del consiglio direttivo Draghi ha tenuto una conferenza stampa in cui ha sottolineato: “Per poter fruire appieno dei benefici derivanti dalle nostre misure di politica monetaria, le altre politiche devono contribuire in modo decisivo a incrementare il potenziale di crescita a piu’ lungo termine e a ridurre le vulnerabilità –  ha spiegato Draghi sottlineando che – l’attuazione delle riforme strutturali nei paesi dell’area dell’euro va considerevolmente accelerata per consolidare la capacità di tenuta, ridurre la disoccupazione strutturale e rafforzare la produttività e il potenziale di crescita dell’area”.

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