Troppi tablet e smartphone cadono dai banchi della Camera: ecco la proposta di comprare onorevoli tappetini anti-scivolo

di Stefano Iannaccone
Politica

Tappetini anti-scivolo per tablet e smartphone. Perché dai banchi della Camera scivolano troppo facilmente e c’è il rischio di romperli. È stata la proposta avanzata, come Ordine del giorno, dal deputato ex Movimento 5 Stelle Cristian Iannuzzi, durante la discussione del bilancio a Montecitorio. Che ha provocato subito reazioni polemiche e il diretto interessato ha preferito ritirare il documento, visto anche il parere negativo dei Questori dell’Aula.

“Premesso che l’uso di smartphone e computer portatili da parte di deputati è sempre più diffuso, e sempre più deputati sono costretti a raccogliere dal pavimento i propri pc, tablet e smartphone, oltre a documenti e fascicoli vari, a causa del poco attrito e all’inclinazione dei pianali delle postazioni in Aula che ne facilitano lo scivolamento”, ha scritto Iannuzzi nella sua proposta. Perciò il deputato ha chiesto l’acquisto di “tappetini antiscivolo”.

Inomma, l’idea era quella di comprare degli onorevoli tappetini da mettere sul conto della Camera. “Una perla rara che non riesco a fare a meno di leggere continuamente”, ha commentato ironicamente un altro ex M5S, ora con Fratelli d’Italia, Walter Rizzetto. Mentre per il leghista Davide Caparini è una cosa “da mettere le mani nei capelli”. Ma Iannuzzi, a La Notizia, ha spiegato il senso della proposta. Evidenziando che con qualche tappetino si potrebbe risparmiare sulla spesa sostenuta dalla Camera. Perché i deputati hanno “2.500 euro a testa di rimborsi per prodotti informatici. Con dei banalissimi tappetini di plastica la cosa si può risolvere”, evidenzia il parlamentare. “Ho provato a dare il mio contributo per migliorare il lavoro in Aula”, ha ribadito Iannuzzi. “Ma il clima sul bilancio è sempre molto teso. Assieme alla sacrosanta battaglia per il risparmio si fa anche tanta propaganda sui costi della politica. È giusto tagliare su gli sprechi, è giusto tagliare gli stipendi e le pensioni alte, ma non si può risparmiare sugli strumenti che ci permettono di lavorare bene”, ha concluso.