Si avvicina il 25 Aprile e, puntuale come un orologino svizzero, Ignazio La Russa riesce sempre ad innescare lo scontro su Resistenza e Fascismo. Mettendo sullo stesso piano i Partigiani e i morti per la Repubblica Sociale di Salò.
Ieri il fuoco alla miccia delle polemiche il presidente del Senato l’ha dato parlando dal Salone del Mobile di Milano. Interrogato dai giornalisti su cosa farà il 25 Aprile, ha risposto: “Quando ero ministro della Difesa, nessuno mi obbligava, ma andai a rendere omaggio al monumento che c’è al cimitero di Milano ai partigiani e portai, anche se non faceva parte di un obbligo, una corona e poi andai al Campo X dove sono sepolti molti ignoti, diversi caduti della Repubblica Sociale italiana”, ha detto.
“Ci andai in forma privata perché secondo me era un momento doveroso di una pacificazione che almeno quando si parla di coloro che hanno dato la vita mi sembra doverosa. E lo rifarei”, ha concluso.
Ruotolo: “La Russa non ha chiaro cosa rappresenti il 25 Aprile”
Affermazioni destinate a scatenare accese risposte. Come infatti è avvenuto: “Non è forse chiaro al Presidente del Senato, la seconda carica dello Stato, cosa rappresenti il 25 aprile”, ha scritto il dem Sandro Ruotolo, in una nota, “Il 25 aprile non è una ricorrenza neutra. È il giorno in cui l’Italia si è liberata dal nazifascismo, è il fondamento della nostra democrazia, è la radice della nostra Costituzione italiana. Per questo non si può, neanche lontanamente, accostare la memoria della Resistenza a quella dei caduti della Repubblica Sociale Italiana”.
“Da una parte c’erano donne e uomini che lottavano per la libertà”, ha continuato Ruolo, “Dall’altra chi difendeva un regime fascista, alleato dei nazisti. Mettere insieme partigiani e repubblichini non è un gesto di pacificazione: indebolisce il senso stesso della Liberazione. Non è questione di pietà per i morti. È questione di verità storica”.
“Dichiarazioni inaccettabili”
Di dichiarazioni “gravi e inaccettabili, soprattutto perché arrivano dalla seconda carica dello Stato alla vigilia della Festa della Liberazione”, ha parlato invece il deputato Pd, Federico Fornaro, per il quale “Non esiste alcuna ‘pacificazione’ possibile che passi per l’equiparazione tra partigiani e repubblichini. È una forzatura storica e morale che offende La memoria della Resistenza e tradisce i valori su cui si fonda la nostra Repubblica”.
Per il vicepresidente della commissione Affari costituzionali, Dario Parrini “i caduti partigiani e i caduti della Rsi non possono essere posti sullo stesso piano. Lo abbiamo detto mille volte: umana pietà per tutte le vittime, sempre. Ma è da rifiutare, specie alla vigilia del 25 Aprile, qualsiasi equiparazione tra chi combatté per cacciar via Mussolini e Hitler e chi combatté con obiettivi opposti”.