Solo quattro giorni fa, si ricoderร , la Cedu ha condannato ancora una volta lโItalia per gli atti di tortura commessi dalle forze dellโ ordine nella notte tra il 20 e 21 luglio 2001 nella scuola Diaz, durante il G8 di Genova.ย A presentare ricorso erano state 42 persone, 29 delle quali hanno ottenuto indennizzi che variano tra i 45 e 55 mila euro.ย I giudici di Strasburgo hanno anche condannato lโItalia per non aver punito in modo adeguato i responsabili: una sentenza molto simile a quella pronunciata nel 2015 sul caso Cestaro, nella quale si chiedeva al nostro Paeseย di introdurre il reato di tortura. E proprio del disegno di legge approdato ora a Montecitorio parlava unโaltra lettera, arrivata alle autoritร italiane la settimana scorsa. A spedirla era stato il commissario per i diritti umani del Consiglio dโEuropa, Nils Muiznieks,ย che ha preso carta e penna per esprimere le sue preoccupazioniย sul testo di legge allโesame del Parlamento italiano.
Questa volta, invece, a pochi giorni dalla lettera di Muiznieks ecco che giudici e pm hanno scritto alla Boldrini per passare in rassegna i vari punti critici del ddl allโesame del Parlamento. โLe critiche alla legge in discussione โ scrivono โ ribadite da ultimo in una lettera indirizzata ai parlamentari dal Commissario per i diritti umani del Consiglio dโEuropa, non ci sembrano frutto di dissertazioni astratte nรฉ di speculazioni teoriche perchรฉ trovano un concreto e tangibile riscontro nella nostra diretta esperienza di magistrati. ร infatti indiscutibile: che alcune delle piรน gravi condotte accertate nei processi di cui si tratta siano state realizzate con unica azioneโ. La legge in discussione, invece, prevede che per esserci tortura il fatto debba essere โcommesso mediante piรน condotteโ.
Ma non solo. Perchรฉ i magistrati fanno notare anche altro.โLa necessitร , imposta dalla norma, di inquadrare la relazione tra lโautore e la vittima (questโultima deve essere privata della libertร personale; oppure affidata alla custodia, potestร , vigilanza, controllo, cura o assistenza dellโautore del reato; ovvero trovarsi in condizioni di minorata difesa) รจ conseguenza della scelta di configurare la tortura come un reato comune, ma esclude dallโambito operativo della fattispecie molte delle situazioni in cui si sono trovate le vittime dellโirruzione nella scuola Diaz che non erano sottoposte a privazione della libertร personale da parte delle forze di Polizia e non si trovavano in una situazione necessariamente riconducibile al sintagma della minorata difesaโ, scrivono nella loro lettera aperta.ย In pratica con la legge attualmente in discussione non si potrebbe parlare di tortura per i fatti successivi allโirruzione nella scuola genovese, perchรฉ le persone presenti allโinterno in quel momentoย non erano state private della propria libertร .
Fino all’amara conclusione: “Ci pare si debba riflettere su questo paradosso: una nuova legge, volta a colmare un vuoto normativo in una materia disciplinata da convenzioni internazionali, sarebbe in concreto inapplicabile a fatti analoghi a quelli verificatisi a Genova, che sono giร stati qualificati come tortura dalla Corte Europea, garante della applicazione di quelle convenzioni. Sarebbe cosรฌ clamorosamente disattesa anche lโesecuzione delle sentenze di condanna giร pronunciate dalla Corte Edu nei confronti dello Stato Italianoโ. In pratica una legge creata dopo le condanne della Cedu allโItalia per i fatti del G8 di Genova non avrebbe alcuna utilitร nei processi agli stessi fatti del G8 di Genova: un vero paradosso.