Il Punto di Mauro Masi. Alzare le protezioni tecniche e legali contro gli hackers e i cybercrimes: questa la vera sfida in Rete per il 2018

Deve crescere lโ€™impegno delle Istituzioni e del mercato per alzare le protezioni tecniche e legali contro gli hackers e i cybercrimes

Tra gli eventi che hanno caratterizzato il mondo delle ICT nel corso del 2017, ne voglio ricordare uno allโ€™apparenza minore ma che invece tocca quello che sarร , a mio avviso, il tema del 2018 per questo settore: Internet of Things (Internet delle cose). Si era al Salone CeBit 2017 (uno dei piรน grandi eventi mondiali dedicati alla rivoluzione digitale) tenuto ad Hannover dal 20 al 24 marzo ed รจ intervenuto in video conferenza Edward Snowden lโ€™ex agente della NSA (lโ€™agenzia USA per la sicurezza nazionale in particolare di quella informatica) che nel 2013 ha rivelato i controlli segreti di massa sulla Rete e sul traffico telefonico da parte di Autoritร  di governo.ย 

Snowden, parlando chissร  da dove ma sicuramente con cognizione di causa, ha sottolineato come si sia di fronte al rischio di un enorme salto di qualitร  della cyber criminalitร  e del cyber spionaggio perchรฉ โ€œentro il 2020 oltre 20 miliardi di soggetti saranno connessi in Rete e di questi circa il 40% saranno dispositivi connessi in reti aziendali; i produttori dovranno rapidamenteย  introdurre meccanismi di sicurezza che rendano piรน costose le operazioni di spionaggio e/o criminaliโ€. โ€œSe il prezzo da pagare per bucare un dispositivo supera il valore delle informazioni che si possono raccogliere, questo รจ il miglior rimedio possibile contro le intrusioniโ€. Cosรฌ Snowden. Ed aveva ragione. Il suo riferimento era allโ€™esplosione ormai imminente di Internet of things (Internet delle cose, secondo la definizione introdotta da Kevin Ashton del MIT nel 2009) che sta abilitando miliardi di oggettiย  fisici ad interagire attraverso canali digitali creando nuove sottoretiย  e quindi nuovi mercati.

I settori maggiormente toccati da questa ennesima rivoluzione tecnologica trainata dalla Rete sono i piรน diversi ma tutti molto incidenti sui nostri living standard: si va dalla gestione intelligente dei flussi di mobilitร  come quelli delle zone a traffico limitato attraverso videocamere; alle centraline che rivelano con particolari sensoriย  on line i tassi dโ€™inquinamento allโ€™interno delle aree urbane; alla tracciabilitร  delle merci; alla gestione efficiente dei rifiuti orientata dai flussi di raccolta; alla razionalizzazioneย  delle reti di distribuzione dellโ€™energia. Le potenzialitร  di questa โ€œRete delle coseโ€ sono straordinarie; secondo International Data Corporation entro il 2020 gli oggetti connessi saranno oltre 26 miliardi con un valore del mercato di riferimento di 7.100 miliardi di dollari. Tutto bene quindi? No, niente affatto. Internet of things puรฒ portare sicuramente tanti vantaggi ma al prezzo โ€“ come dice Snowden – di un crescente e rovinoso rischio per la sicurezza. Niente puรฒ escludere โ€“ anzi ad oggi lo si deve ritenere molto probabile โ€“ che il computer che controlla la nostra lavatrice, o il frigorifero, venga in futuro compromesso attraverso la Rete e, che so, mandi spam e-mails o faccia da sponda a siti pornografici o siti di iperviolenza; o che la nostra autovettura venga controllata da un punto oscuro o remoto della Rete e mandata deliberatamente a schiantarsi; o che il nostro tostapane si trasformi in una trasmittente che manda in Rete ogni nostro dato sensibile. Eโ€™ quindi imperativo che insieme alla crescita di โ€œInternet delle coseโ€ cresca in parallelo lโ€™impegno delle Istituzioni e del mercato per alzare le protezioni tecniche e legali contro gli hackers e i cybercrimes. E questa sarร  la vera sfida per il 2018.