di Stefano Sansonetti
Il Nazareno degli affari si spacca. Eppure il settore del business, il poliedrico mondo dei โBig Dataโ, sembrava promettere bene. E invece Luigi Berlusconi, figlio minore dellโex presidente del Consiglio Silvio, e Marco Carrai, fedele Richelieu renziano, hanno deciso di separare le loro strade. O meglio, รจ stato Berlusconi jr a sbattere la porta uscendo dal capitale della Cgnal, creatura di Carrai fondata 4 anni fa per buttarsi a capofitto nel business della profilazione dei dati a favore delle grandi aziende. In base a quanto emerge dalle visure camerali, infatti, oggi il capitale della Cgnal risulta per il 70,8% in mano alla Cambridge Management Consulting Labs (la prima societร di consulenza di Carrai e soci), per il 23,6% alla Carfin (la finanziaria della famiglia Carrai) e per il 5,5% alla Dedalus (societร dellโhealthcare che fa capo allโaltro renzianissimo Giorgio Moretti).
La novitร – Nello stesso capitale, invece, non risulta piรน la presenza di Ithaca srl, veicolo riconducibile a Luigi Berlusconi che era entrato in compagine nel 2016 con un 10%. Non solo, fino a qualche mese fa nel Cda della Cgnal compariva Giorgio Valaguzza, analista finanziario giร compagno di Barbara Berlusconi e ben introdotto nella famiglia. Valaguzza, adesso, non sta piรน nel Cda della societร che si occupa di Big Data, mentre continua a figurare come amministratore della Ithaca srl. Questโultima, รจ il caso di ricordare, formalmente fa capo alla Sirefid, una fiduciaria del gruppo Intesa Sanpaoloย individuata allโepoca da Silvio Berlusconi con lโintenzione di parcheggiarci il pacchetto Mediolanum eccedente il 9,9% del capitale (in seguito alla condanna per frode fiscale che gli aveva fatto perdere i requisiti di onorabilitร ). Ma negli ambienti finanziari รจ sempre circolata la voce, mai smentita, che dietro Ithaca srl ci fossero proprio i fondi di Berlusconi jr. I quali, tra lโaltro, erano stati inizialmente dirottati sulla Eligotech, societร di Amsterdam un tempo attiva nella produzione di software e successivamente confluita nella Cgnal. Di sicuro la societร , oggi quasi integralmente riconducibile a Carrai, sta soffrendo di qualche fibrillazione di troppo. E questo nonostante sia riuscita negli anni scorsi ad accaparrarsi consulenze da gruppi finanziari come Unipol, Intesa e Unicredit (vedi in proposito La Notizia dello scorso 24 gennaio). Sempre dalle visure camerali emerge che giร il 30 dicembre del 2016 i soci erano stati chiamati a sostenere un aumento di capitale. Un anno dopo, il 3 dicembre del 2017, lโassemblea della societร ha deliberato di ripianare perdite che al 30 settembre di quellโanno ammontavano a 623 mila euro (in aumento rispetto al rosso di 560 mila euro fatto segnare a fine 2016). Il tutto mediante operazioni di azzeramento delle riserve, azzeramento del capitale sociale, ricostituzione dello stesso al minimo di 10 mila euro โaumentato di un sovrapprezzo complessivo di euro 532 mila da utilizzare per lโintegrale copertura delle residue perditeโ.
La parabola – Senza contare che la societร il 10 gennaio del 2017 era pura stata messa in liquidazione, revocata il 12 febbraio del 2018. Anche la flessione del numero dei dipendenti dellโazienda tradisce qualche problemino. Se nel 2016 erano 23, nel 2017 sono crollati a 11, per poi risalire timidamente a 13 nella prima parte di questโanno. Ma รจ verosimile che tutti questi spigolosi tornanti abbiano indotto Berlusconi jr a gettare la spugna e tirarsi fuori dallโavventura imprenditoriale con Carrai.