Semplificare la burocrazia – anzi, le mille diverse burocrazie con cui devono confrontarsi le imprese nei Comuni e nelle pubbliche amministrazioni periferiche – avrebbe un effetto virtuoso paragonabile ai benefici che il Governo sta cercando di ottenere convincendo lโEuropa sulla bontร della Manovra economica. Tanto che ieri, nel corso della presentazione del primo Rapporto dellโOsservatorio Cna sullโimpatto della burocrazia nei diversi settori produttivi, si รจ parlato di spread burocratico. Un riferimento tuttโaltro che fuori luogo allโattuale spaventosa situazione dei mercati finanziari, in quanto la fotografia realizzata dalla maggiore Confederazione nazionale dellโArtigianato e della Piccola e Media Impresa mostra un quadro disastroso. Solo per aprire e far funzionare un bar, unโautofficina, una gelateria o una falegnameria servono fino a quasi novanta adempimenti, inseguendo uffici di ogni genere e anticipando molti soldi. Un ostacolo che scoraggia molte iniziative e finisce per contribuire a desertificare lโeconomia nazionale.
LO STUDIO –ย Per questo lโorganizzazione artigiana ha presentato al Governo e alle forze politiche di maggioranza e opposizione questo lavoro, condotto su un campione realmente significativo nel Paese, avviando un dialogo che il sottosegretario con delega alla Pubblica amministrazione Mattia Fantinati (M5S) ha promesso di sviluppare giร dalle prossime settimane. Introdotto dalla vice presidente Cna, Stefania Milo, e dal responsabile dellโOsservatorio, Marco Capozzi, il sottosegretario ha illustrato le linee guida del Governo su questo importantissimo terreno, evidenziando tre prioritร : non si farร lโennesima riforma del settore ma si agirร con buon senso sui punti piรน problematici; si punterร moltissimo sulla digitalizzazione dei processi, anche utilizzando le migliori esperienze estere, e si punterร su una maggiore efficienza della dirigenza.
Un percorso sul quale il Parlamento intende procedere celermente, ha detto la presidente della Commissione Attivitร Produttive della Camera, Barbara Saltamartini, coinvolgendo anche le opposizioni. Pur con qualche diffidenza, dal Pd e Forza Italia รจ arrivata in tal senso unโapertura, con la capogruppo Dem in Commissione Attivitร Produttive Sara Moretto e il vice presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato, Massimo Mallegni. Quello che conta รจ smettere di rendere la vita impossibile alle imprese, costrette a vivere una sorta di beffa, come ha evidenziato il giurista e riformatore Sabino Cassese, facendo notare che uno dei documenti piรน rilevanti per affrontare la burocrazia รจ la Scia, la segnazione unica di inizio di unโattivitร , che poi si scopre subito non essere affatto unica visto che richiede il deposito di altre Scie subordinate.
La partita della burocrazia รจ perรฒ centrale per far crescere il Paese, e se sempre Cassese ne ha spiegato un effetto benefico nel garantire la tutela di interessi fondamentali (come la tutela ambientale, paesaggistica, ecc), a patto che non degeneri, il presidente Cna Daniele Vaccarino ha premuto sullโacceleratore di un taglio degli adempimenti, spiegando che il rapporto appena presentato avrร un seguito, allo scopo di aiutare il legislatore e gli amministratori pubblici a confrontare le loro performance. In attesa di una piena applicazione delle novitร annunciate di recente dal ministro Giulia Bongiorno, i piccoli imprenditori sottolineano come lโeccesso di burocrazia sulle loro attivitร presta il fianco a comportamenti opachi che non di rado alimentano la corruzione.
DALLโACCONCIATORE AL BAR –ย Nello specifico, lโindagine appena presentata grazie alla collaborazione di 52 Cna territoriali, in rappresentanza di altrettanti Comuni (quasi tutti capoluoghi di provincia) analizza gli obblighi previsti per aprire unโimpresa, gli adempimenti relativi a salute e sicurezza, la pratica per esporre unโinsegna, la ristrutturazione dei locali, lโassunzione di un apprendista. Tutte attivitร che scontano profonde differenze tra un Comune e lโaltro, e che incidono in termini di tempi ma anche di denaro. Il risultato di questa pressione รจ il numero di adempimenti chiesti dalla Pubblica amministrazione: per chi voglia aprire unโattivitร di autoriparazione sono 86. Un calvario rispetto a quello che aspetta unโaspirante acconciatore, costretto โsoloโ a 65 procedure. E in questo arco poco invidiabile si posizionano gli altri. Cosรฌ come si puรฒ arrivare a dover spendere quasi 20mila euro: una somma ingente che invece potrebbe essere adoperata piรน proficuamente per acquistare macchinari e attrezzature necessari allโattivitร .
LE RICETTE –ย Per dare maggiore concretezza al suo lavoro, la Cna non si รจ limitata alla ricognizione della situazione esistente, ma ha formulato una serie di soluzioni, a partire dallโistituzione di una cabina di regia sulla qualitร della Pubblica amministrazione, la revisione dello stock legislativo, lโinteroperabilitร tra banche dati pubbliche, la piena operativitร dellโagenzia per le imprese, la standardizzazione della modulistica, una maggiore trasparenza e accessibilitร dei siti delle pubbliche amministrazioni.