Sembra uno strano scherzo del destino ma mentre Matteo Salvini piange (leggi articolo), Matteo Renzi di certo non ride. A rovinare la giornata del senatore toscano รจ stata la Procura di Roma che ha rinviato a giudizio il padre, Tiziano Renzi, per traffico di influenze illecite nellโambito di uno dei tanti rivoli della maxi inchiesta su Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione. Come stabilito dal giudice per lโudienza preliminare, Annalisa Marzano, il figlio dellโattuale leader di Italia Viva dovrร difendersi in un processo penale che prenderร il via il prossimo 16 novembre.
Assieme a lui saranno giudicati anche lโex parlamentare Italo Bocchino e gli imprenditori Carlo Russo e Alfredo Romeo. Unโudienza in cui la giudice ha disposto anche il proscioglimento per tutti gli imputati da due accuse di turbativa dโasta e da un altro episodio di traffico di influenze che gli venivano contestati dalla Procura di Roma. Dal procedimento escono di scena in quanto condannati – per turbativa dโasta – a un anno con il rito abbreviato, lโex senatore Denis Verdini, lโimprenditore Ezio Bigotti e lโex parlamentare Ignazio Abrignani. Nella stessa udienza tutti loro sono stati assolti dallโaccusa di concussione. Quella che si sta per concludere รจ parte di unโinchiesta molto travagliata e che, fino a non molto tempo fa, sembrava destinata a concludersi con un nulla di fatto.
INCHIESTA TRAVAGLIATA. Sul finire del 2019, infatti, la Procura di Roma aveva chiesto lโarchiviazione per questo filone dellโinchiesta su Consip. Unโistanza che, perรฒ, รจ stata rigettata dal giudice per le indagini preliminari Gaspare Sturzo ordinando nuove indagini (leggi l’articolo). In quellโoccasione, inoltre, il gip ha perfino sollecitato i pm della Capitale ad iscrivere nel registro degli indagati lโex parlamentare Verdini, Abrignani e Bigotti, le cui posizioni, a suo dire, dovevano essere vagliate con piรน attenzione. Nel motivare nuove indagini il giudice scriveva che non โรจ facile comprendere le ragioni per cui la procura non abbia ampliato il raggio investigativo sul tema Verdini-Abrignani-Bigotti e Romeo-Bocchino, anche in funzione degli incontri tra Luigi Marroni e Verdini-Bigotti-Abrignaniโ. Un duro jโaccuse che ha dato i suoi frutti perchรฉ effettivamente tutti i nomi segnalati dal gip Sturzo sono poi finiti sotto processo penale.
GARA MILIARDARIA. Dalla lettura delle carte emerge come la maggior parte delle contestazioni riguarda essenzialmente la gara Fm4, da 2,7 miliardi di euro, bandita dalla centrale appalti della pubblica amministrazione. Stando a quanto si legge nellโavviso di conclusione indagini, lโimprenditore Russo โagiva in accordoโ con Tiziano Renzi, sfruttando โrelazioni esistenti con Luigi Marroniโ, ossia lโex amministratore delegato di Consip e oggi parte civile nel processo, โottenute anche per il tramite del concorrente nel reato Renzi, come prezzo della propria mediazione illecita costituita dallโistigare Marroni al compimento di atti contrari al proprio ufficio, consistenti nellโintervenire sulla commissione aggiudicatrice della gara Fm4, per facilitare la Romeo Gestioni, mediante lโinnalzamento del punteggio tecnico nella fase in corso di valutazione tecnica dei progettiโ.
In cambio, sempre secondo lโaccusa, si faceva dare da โRomeo, il quale agiva in accordo con Bocchino, utilitร consistite nella stipula di un contratto di lavoro a favoreโ della sorella della sua compagna e โnumerose ospitalitร negli hotel di proprietร del gruppo Romeo, nonchรฉ si faceva promettere denaro in nero per sรฉ e per Renzi Tizianoโ.