โI cittadini italiani, le famiglie, le imprese non vogliono la guerraโ. Questo รจ il motivo centrale che ha spinto il M5S a lanciare lโidea di una marcia della pace che non a caso sta raccogliendo ampie adesioni da parte dellโassociazionismo e della societร civile. Ne รจ convinto il vicepresidente dei pentastellati e fresco di rielezione in Parlamento Michele Gubitosa.
Dai Dem un disastro politico. Michele Gubitosa (M5S): “La lezione non gli รจ servita”
Che, sul Pd, aggiunge: โLetta ha fatto un disastro e adesso dovrร affrontare anche le critiche dei suoi compagni di partito. Sulla rottura del fronte progressista, la cronaca parla chiaro e non lascia spazio a dubbi. Allโindomani delle dimissioni di Draghi, il Pd ha chiuso la porta allโalleanza con noi. Quindi si รจ fatto prendere in giro da Calendaโ.
Niente di nuovo, invee, sul fronte Centrodestra: โfino a pochi mesi fa litigava per chi dovesse essere il leader e il futuro premier da indicare. Poi hanno speso giornate intere seduti a tavolino per spartirsi i collegi, Adesso litigano per la quota di tecnici o politici che dovranno comporre lโesecutivoโ.
Che valore ha lโidea del Movimento di una marcia della pace?
โIntanto รจ lโennesima affermazione della nostra coerenza. In questo caso, coerenza ai principi che hanno ispirato la nascita della nostra forza politica e che sono stati riaffermati con forza nella Carta dei principi e dei valori voluta dal nostro presidente Giuseppe Conte. I cittadini italiani, le famiglie, le imprese non vogliono la guerra per tutta una serie di motivi. Non per ultimi, gli effetti pratici prodotti da un conflitto terribile come quello in Ucraina, compreso lโallarme per una escalation militare giunta allโevocazione delle testate nucleari. Bisogna fermarsi, finchรฉ si รจ in tempo. Bisogna impegnarsi in un serio sforzo diplomatico. Lo dicevamo mesi fa e lo ribadiamo adesso: le armi non sono la soluzione. I fatti lo stanno dimostrando in modo drammaticoโ.
Che riscontro sta ottenendo allโinterno anche degli altri partiti?
โFinora registro per lo piรน un sostanziale silenzio. In altri casi anche un poโ di imbarazzo. Ci sono partiti dalla tradizione pacifista che hanno sposato in pieno gli approcci piรน bellicistici e partiti di ispirazione cattolica che devono fare i conti con le parole del Papa, parole che indicano proprio nella diplomazia lโunica strada per la pace. Noi siamo dโaccordoโ.
Intanto ieri durante il congresso del Pd Letta รจ tornato a parlare del Movimento e delle larghe intese che avrebbero contrastato il Centrodestra. Ma non รจ stato Letta a fare e disfare tutto?
โLetta ha fatto un disastro e adesso dovrร affrontare anche le critiche dei suoi compagni di partito. Sulla rottura del fronte progressista, la cronaca non lascia spazio a dubbi. Allโindomani delle dimissioni di Draghi, il Pd ha chiuso la porta allโalleanza con noi. Quindi si รจ fatto prendere in giro da Calenda, per finire con unโalleanza con le uniche forze politiche che non avevano mai votato la fiducia a Draghi. Insomma, ha fatto tutto lui e ha raccolto alle urne lโesito di questa confusa e contraddittoria azione politica. Noi ovviamente non intendiamo entrare nelle dinamiche interne di un altro partito, per il grande rispetto che nutriamo per la gente che in questi anni ha votato il Pd. Ma Letta dovrebbe finalmente ammettere i propri errori, smettendola di cercare capri espiatori. Noi abbiamo preso atto della sua scelta politica e siamo andati dritti per la nostra strada. Soli contro tutti. E i cittadini hanno apprezzatoโ.
Come vede le manovre in corso per formare il governo?
โDirei che sono piuttosto prevedibili. Non dimentichiamo che la coalizione di centrodestra fino a pochi mesi fa litigava per chi dovesse essere il leader e il futuro premier da indicare. Poi hanno speso giornate intere seduti a tavolino per spartirsi i collegi, mentre noi parlavamo di lavoro, salario, ambiente. In campagna elettorale la pensavano diversamente su tutto: dalla flat tax al blocco navale, dallโimmunitร parlamentare allo scostamento di bilancio. Adesso litigano per la quota di tecnici o politici che dovranno comporre lโesecutivo. Per le poltrone, insomma. Da italiano temo, purtroppo, che questo sia solo lโantipastoโ.
Bonaccini ha detto che il Pd sarร il primo partito di opposizione. Se lo augura?
โIntanto registriamo il bagno di umiltร e di realtร del Pd che fino a poche settimane fa aspirava a diventare il primo partito italiano. Poi bisogna capirsi su cosa si intenda quando si dice โprimoโ. ร una questione numerica? Di seggi in parlamento? O ci si riferisce alla capacitร di indicare una strada diversa da quella delle destre? Se si fa riferimento a un progetto politico in grado di difendere gli ultimi, lโambiente, i diritti civili, tutti messi in grave pericolo da questa destra retrograda e cinica, direi che il primo partito di opposizione, anzi direi lโunico attualmente capace di incidere e dire la sua con forza e coerenza, รจ il Movimento cinque stelleโ.