Prima era la piรน grande opportunitร per il Paese, poi una trappola da cui scappare, adesso un meccanismo che va cambiato, ma come ci pare. ร una fine che sembrava impossibile quella che sta toccando al Pnrr, cioรจ i fondi ottenuti a Bruxelles nel 2020 dallโallora premier Conte allโinterno di un piรน vasto piano di crescita europea. LโItalia si impegnava a realizzare quelle riforme che frenano lo sviluppo da decenni, e in cambio lโUe ci finanziava, e lautamente, perchรฉ degli oltre 200 miliardi concordati ben 81 sono a fondo perduto. Un regalo, insomma.
Troppa grazia, pensarono i poteri forti con le loro lobby e partiti al seguito. Cosรฌ diedero il benservito a Conte e gioirono per la mangiatoia affidata da Mattarella al miglior fico del bigoncio: Draghi. Lโex presidente Bce presentรฒ i progetti, ma dopo la seconda rata non riuscimmo a completare niente, e per la terza la Meloni subentrata a Palazzo Chigi ha dovuto rinunciarne a una fetta e sta ancora aspettando. Ora perรฒ tutti i nodi sono al pettine, e per incassare le prossime somme dobbiamo realizzare quello che era un libro dei sogni, e pure scritto male. Perciรฒ Fitto ha chiesto di cambiare circa metร dei progetti, comprese sezioni fondamentali e le politiche Green.
Una revisione talmente profonda da mettere a rischio il Piano intero, o perlomeno di farlo slittare alle calende greche. Cosรฌ stiamo buttando via unโoccasione per ammodernare il Paese che forse non rivedremo piรน. Anzi, togliamo il โforseโ visto come il governo sta sprecando tutto malamente.