Cento milioni sono la scelta più responsabile per i conti pubblici, 454mila euro sono uno scandalo da indagare. Basta lo scarto tra queste due cifre per capire come lavora la Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid.
Da mesi la maggioranza, con il presidente Marco Lisei (FdI), insegue una parcella: i 454mila euro che la Adaltis avrebbe versato a legali dello studio di Guido Alpa, dove in passato aveva lavorato Giuseppe Conte, per una consulenza che un testimone ha ridotto al controllo di alcuni documenti e a una lettera di sollecito. «454mila euro per una lettera», ha sintetizzato in aula la deputata Alice Buonguerrieri (FdI). Filone legittimo. Solo che, mentre si scandalizzava sulla lettera, la stessa parte politica firmava un assegno di tutt’altra taglia.
Il 31 ottobre 2025 il governo ha sottoscritto una transazione da 100.221.429,85 euro con la JC Electronics Italia, la società di Dario Bianchi. In primo grado il Tribunale di Roma aveva condannato Palazzo Chigi e il ministero della Salute a oltre 203 milioni per le mascherine fornite nel 2020. Lo Stato aveva fatto appello e chiesto la sospensiva, poi ha pagato prima che la Corte d’Appello si pronunciasse. Due giorni prima un decreto aveva assegnato 110 milioni alla Salute per “sentenze di condanna e transazioni”, ha spiegato il ministro Orazio Schillaci.
E qui la coincidenza diventa altro. Bianchi è molto più di un fornitore: è il principale accusatore di Conte nelle stesse audizioni, ospite fisso di Atreju, il 12 giugno a un evento FdI intitolato “Mangiatoia Covid”. La sua azienda fatturava al più 4 milioni l’anno, quando andava bene perdeva 250mila euro, e ha scoperto di produrre mascherine giusto in tempo. Il capogruppo Pd al Senato Francesco Boccia dice che è la prima volta che si liquida un risarcimento senza attendere l’appello, malgrado la sospensiva. Lisei, da parte sua, chiama i cento milioni “130 milioni risparmiati”.
Così la commissione nata come clava contro l’opposizione ha consegnato alla maggioranza il suo testimone migliore, risarcito dallo Stato. Chiedono le carte su una lettera. Hanno firmato in silenzio una transazione da cento milioni. Tutto normale.