L'Editoriale

Dalla parte sbagliata della storia

Non saranno i meme né il risentimento di Meloni verso Trump a cancellare l’onta di aver scelto la parte sbagliata della storia.

Dalla parte sbagliata della storia

C’è qualcosa di masochistico in questa Europa e nelle istituzioni internazionali alle quali partecipa, a partire dalla Nato, l’alleanza militare sopravvissuta al crollo del muro di Berlino per difenderci da un nemico che, a seconda delle contingenze, gli Stati Uniti hanno pescato di volta e volta da un capo all’altro del mondo. Un’alleanza che ha visto progressivamente il suo primus inter pares, gli Usa, prendere il sopravvento sui cosiddetti alleati.

Fino a disvelare già prima di Donald Trump – che a differenza dei suoi predecessori ha solo smesso di fingere che non sia vero – la sua natura di padre padrone in un consesso di servi sciocchi (con le sole eccezioni di Spagna e Canada). A forza di chinare il capo ad ogni richiesta del dominus, i vassalli europei hanno legittimato le pretese sempre crescenti di una superpotenza che, oltretutto, ha iniziato pure a dileggiarci – Giorgia Meloni ne sa qualcosa – mentre otteneva il via libera di ectoplasmi come Ursula von der Leyen ai dazi senza contropartita impostici da Maga Magò, agli acquisti di gnl al quadruplo del prezzo del gas russo e di armi americane con l’accordo capestro del 5% del Pil sottoscritto senza battere ciglio dai cosiddetti leader europei (ad eccezione dello spagnolo Sanchez) in sede Nato guidata da un altro noto statista.

Quel Mark Rutte che si rivolgeva a Trump chiamandolo daddy. Il padre padrone – appunto – che oggi accusa mezza Europa, Italia (e Meloni) in testa, di non averlo sostenuto nella folle guerra all’Iran, scatenata con il suo degno sodale Netanyahu. Un’altra guerra contro l’Europa, che continua a pagare il prezzo più alto della crisi petrolifera esplosa con il conflitto. Al pari di quella in Ucraina, fomentata dagli statisti della Nato per conto e nell’interesse degli stessi Stati Uniti, che continuano a lucrare miliardi gentilmente offerti dai contribuenti Ue a sostegno della resistenza – coraggiosa, ma senza speranze – delle truppe di Kiev.

Non saranno i meme né il risentimento postumo di Meloni di fronte agli insulti di Trump a cancellare l’onta peggiore per il Paese che rappresenta, al pari dei suoi colleghi europei. Quella di aver scelto per l’Italia la parte sbagliata della storia.