L'Editoriale

Le baby gang condannate a fare strada

Il risultato รจ che si fanno beffa dello Stato sia i responsabili di grandi crimini che le baby gang.

Le baby gang condannate a fare strada

Nel giorno in cui viene scarcerato per un cavillo Salvatore Buzzi, il ras delle cooperative che corrompeva mezza Roma e faceva milioni con la gestione dei migranti, il governo decide di spedire in cella i minorenni beccati a spacciare anche piccole quantitร  di droga e i genitori che non mandano i figli a scuola.

Il risultato รจ che si fanno beffa dello Stato sia i responsabili di grandi crimini che le baby gang, i primi perchรฉ la fanno ancora una volta in barba alla certezza della pena e i secondi perchรฉ non gli frega niente di qualunque pena, in quanto senza alternative alla dura legge della strada, abbandonati a un degrado educativo e culturale che fa del carcere un nuovo gradino della loro carriera criminale.

Invece di rieducare, infatti, le nostre patrie galere zeppe di detenuti e con poco personale cancellano pure quel briciolo di innocenza che cโ€™รจ in ogni adolescente. Certo, andare per il sottile non permette di sottrarre manovalanza allโ€™unico ufficio di collocamento che funziona, reclutando leve per ogni tipo di reato. Ma per una tale sfida non cโ€™รจ migliore soluzione che spedire nelle aree problematiche insegnanti, preparatori sportivi, assistenti sociali, oltre che poliziotti e imprenditori da non lasciare mai soli.

Il resto sono specchietti per le allodole, come gli spettacolari blitz di questi giorni nelle piazze dello spaccio. Operazioni che non portano a niente, se non a consentire ai delinquenti di farsi un poโ€™ di ferie, perfettamente consapevoli che una volta andate via le telecamere si ricomincia a rubare e spacciare come e piรน di prima.