Alzi la mano chi sa che farsene delle dichiarazioni di sgomento di tanti capi di governo, compresa la nostra Meloni, dopo la strage di ieri a Gaza. Piรน di cento uomini, donne e bambini assassinati perchรฉ colpevoli di essere affamati, senza piรน nulla, compresa la pietร di un occidente fariseo, che fa finta di niente, quando non manganella chi protesta contro i massacri.
Se il dolore di Biden e di tutte le altre cheerleaders del riarmo globale fosse vero, ci sarebbe la corsa alle sanzioni per Tel Aviv. Invece sentiamo solo chiacchiere, richieste di chiarimenti che non si fila nessuno e, di fatto, una vergognosa accondiscendenza alle brutalitร di Israele contro persone vittime pure loro di Hamas. Ci risparmiassero allora ogni ulteriore ipocrisia, e cominciassero ad abituarsi al giudizio che darร di tutto questo la storia, per cui un giorno sarร lapalissiana la complicitร di buona parte dei leader internazionali nel genocidio in corso in Palestina.
Perchรฉ sia chiaro: chi si gira dallโaltra parte di fronte ai plotoni dโesecuzione non รจ piรน uno spettatore occasionale, ma รจ un correo. LโItalia – si dirร – conta poco sullo scacchiere internazionale, ma la nostra premier ha la presidenza di turno del G7, e al di lร delle balle sul suo presunto prestigio allโestero, puรฒ prendere le distanze sul serio da un personaggio senza piรน credito e futuro politico come Netanyahu. Lโora delle parole perรฒ รจ finita. E chi rinvia ancora di passare ai fatti รจ un manutengolo di questo orrore.