Roma, lungo via Pietralata ritrovate tombe, vasche e un sacello

Roma, 14 gen. (askanews) – Nuove scoperte archeologiche a Roma, nella zona Nord-Est, nell’area del Parco delle Acacie 2, lungo via Pietralata, tra la via Tiburtina e la Nomentana. Vicino ai palazzi, una vasta area di scavo di circa 4 ettari da cui dall’estate del 2022 ad oggi sono emersi ritrovamenti che testimoniano come questa zona fosse occupata dal V-IV secolo avanti Cristo al I secolo dopo Cristo e, meno assiduamente, tra il II e il III secolo dopo Cristo.Negli scavi di archeologia preventiva, condotti dalla Soprintendenza Speciale di Roma del Ministero della Cultura, diretta da Daniela Porro, per l’attuazione di un programma urbanistico nell’area, sono emerse due vasche monumentali, un sacello, un luogo di culto probabilmente dedicato a Ercole, divinità legata all’agricoltura e alla pastorizia, centrale in quest’area, se si pensa al santuario in suo onore lungo la via Tiburtina e molto altro. Fabrizio Santi, archeologo della Soprintendenza Speciale di Roma:”Innanzitutto un lungo asse viario che è ricostruibile per circa 250 metri. Qui in antico passava un corso d’acqua, quindi l’asse viario doveva sicuramente scavalcare anche il corso d’acqua. Abbiamo poi rinvenuto due vasche monumentali, una delle quali alle mie spalle, lunga circa 30 metri, la cui funzione ancora non è del tutto chiara, potrebbe avere però una funzione cultuale rituale, ma non è da escludere neanche quella produttiva o comunque semplicemente di raccolta dell’acqua. L’altra vasca dista poche decine di metri, si trovava dall’altra parte del corso d’acqua e ha delle misure leggermente diverse, è più profonda e più piccola”.Tra i tesori due tombe di età repubblicana che facevano parte di un unico complesso monumentale. “Come si evince da alcuni blocchi in tufo ancora in situ, doveva esserci una facciata monumentale poi spoliata già nei secoli successivi, con due corridoi d’accesso, uno per ogni camera. La camera più importante ha portato al rinvenimento di un grande sarcofago in peperino databile nel corso del IV secolo a.C., probabilmente attorno alla fine del IV secolo a.C., e tre urne con dei coperchi displuviati, cioè fatti a tetto. Abbiamo trovato del materiale di corredo in questa camera, probabilmente collegati a una delle deposizioni, uno specchio in bronzo e alcuni vasi” ha spiegato ancora l’archeologo.Ritrovamenti che dovranno essere contestualizzati in un’area dove è presente anche il Casale di Pietralata che insiste probabilmente sui resti di una villa romana. Completato lo scavo, sarà avviato lo studio per un piano di valorizzazione dell’area. “La tomba ha un bellissimo portale in tufo, che era chiuso da un lastrone monolitico di pietra veramente molto pesante, quindi c’è sicuramente la volontà di lasciare a vista almeno il portale della tomba” ha spiegato ancora Fabrizio Santi.