A meno di 13 giorni dall’inizio delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, non sono solo le infrastrutture ad essere in ritardo. Anche il dispositivo di sicurezza appare molto più che pronto. Nonostante i Giochi siano stati assegnati all’Italia il 24 giugno 2019, cioè 7 anni fa, ancora oggi gli agenti deputati ad assicurare la sicurezza di atleti e delegazioni – circa 6mila uomini, tra Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, impegnati nei servizi di sorveglianza delle “Olympic Venues” sia a Milano sia a Cortina sia delle aree adiacenti – aspettano di sapere come verranno pagati gli straordinari, quanti giorni consecutivi dovranno lavorare, dove andranno a dormire, se e quando avranno dotazioni e strumenti adatti ad affrontare i servizi a temperature glaciali.
Per la sicurezza stanziati 114 milioni
Secondo il piano sicurezza elaborato dal Ministero degli Interni e per il quale il governo ha stanziato oltre 114 milioni di euro per il potenziamento dei servizi di sicurezza, saranno 3.200 gli agenti della Polizia di Stato impiegati direttamente per i servizi di ordine e sicurezza pubblica. Nei territori specifici come il Trentino, è previsto l’arrivo di oltre 700 agenti aggiuntivi tra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, mentre per la sola area di Cortina d’Ampezzo, il piano prevede circa 1.147 operatori tra forze di polizia, unità speciali e Carabinieri.
A Milano e nelle altre province coinvolte (come Lecco e Sondrio) sono stati attivati rinforzi significativi delle polizie locali e ulteriori unità militari. Tuttavia l’imponente schieramento di forze è ancora in balìa delle falle organizzative.
L’incontro in extremis per tappare le falle
Una disorganizzazione al centro dell’incontro del 20 gennaio scorso a Roma al Dipartimento della P.S.: da una parte i vertici della Polizia di Stato, guidati dal Capo Segreteria del Dipartimento, Prefetto Diego Parente, dall’altra i sindacati di Polizia.
Sul tavolo le “criticità che sono state rappresentate dal territorio e dal personale che dovrà essere aggregato nelle otto province interessate dai predetti servizi”, scrivono i sindacati. Primo punto all’ordine del giorno, un apposito fondo per gli straordinari, richiesto dai sindacati, così come l’individuazione di un referente logistico unico e sempre reperibile a tutti i livelli, “per la gestione immediata delle criticità su alloggi, vitto, spostamenti e organizzazione”.
I rappresentanti dei poliziotti hanno sottolineato la necessità “per il servizio scorte, oltre alla questione del pasto (che a oggi non è assicurato, ndr), di prevedere fondi straordinari per l’acquisto di abiti civili”. Ma, soprattutto, scrivono i sindacati, “Serve inoltre chiarezza analitica sui numeri del personale impiegato, sulla sua dislocazione e sulle modalità d’impiego”.
Poi ci sono i problemi logistici – dalla mancanza dei bagni chimici a nella provincia di Sondrio, al cambio della biancheria nelle stanze d’albergo, dalle modalità di custodia dell’armamento per il personale fuori sede, alla gestione del cane poliziotto “ricoverato insieme al conduttore nella camera d’albergo per un periodo continuativo di 28 giorni”, fino agli artificieri “che dovrebbero conservare il materiale in dotazione nelle camere di albergo con evidenti profili di inopportunità oltre che di rischio”.
La Cgil: “Non è possibile ridursi all’ultimo minuto”
Esigenze operative che si sarebbero dovute affrontare e risolvere mesi fa. E che invece incombono. “Da mesi abbiamo sollecitato una adeguata programmazione per quel che riguarda la gestione del personale di polizia per le Olimpiadi invernali. A ormai pochi giorni dall’avvio non tutte le criticità sono risolte, come evidenzia il documento congiunto dei sindacati”, spiega Pietro Colapietro, segretario generale sindacato polizia Silp Cgil, “Non è possibile ridursi all’ultimo minuto per discutere di logistica ed equipaggiamenti quando tutto poteva essere programmato per tempo. Anche per questo, per venire incontro alle problematiche che potrebbero incontrare poliziotte e poliziotti, abbiamo istituito una help line dedicata”.
L’Amministrazione preso atto delle numerose criticità segnalate, “ha assunto l’impegno di individuare possibili soluzioni compresa la possibilità di ridurre la durata dei servizi in aggregazione fuori sede (che a oggi è previsto dal 26 gennaio al 23 febbraio, ndr)”, fanno sapere i sindacati. Una magra consolazione…