Nordio senza freni sul referendum. Vuole i nomi di chi finanzia il No

Dal dicastero di Nordio arriva all'Anm la richiesta dei nomi di chi avrebbe finanziato il No. La replica: cosรฌ si viola la privacy

Nordio senza freni sul referendum. Vuole i nomi di chi finanzia il No

Il Pd parla di โ€œliste di proscrizioneโ€, Alleanza Verdi e Sinistra di โ€œintimidazioniโ€. E, a giudicare da come si muove il governo Meloni, non sono parole buttate lรฌ. Mentre i sondaggi registrano un No in netta rimonta e, con unโ€™affluenza bassa, persino in grado di mettere la freccia sul Sรฌ nel referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo, a Palazzo Chigi e al ministero della Giustizia cresce il nervosismo. E quando lโ€™ansia sale, puntuale arriva la caccia al bersaglio: ieri il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, oggi lโ€™Associazione nazionale dei magistrati.

Dal dicastero guidato da Carlo Nordio รจ partita infatti una lettera di dieci righe, firmata dal capo di gabinetto Giusi Bartolozzi e indirizzata al presidente dellโ€™Anm Cesare Parodi. Il pretesto รจ โ€œla piena trasparenzaโ€, ma la sostanza รจ una richiesta precisa: conoscere i nomi di chi avrebbe finanziato il comitato del No promosso dallโ€™Associazione nazionale dei magistrati.

Nordio senza freni sul referendum. Vuole i nomi di chi finanzia il No

Nella stringata lettera si dice che โ€œรจ pervenuto al ministero un atto di sindacato ispettivo con il quale il parlamentare interrogante riferisce che il segretario generale dellโ€™Anm avrebbe dichiarato che il โ€˜Comitato Giusto dire NOโ€™ promosso dallโ€™Anm ha raccolto contributi da migliaia di cittadini che hanno aderito liberamente con una donazione volontaria. Da ciรฒ lโ€™interrogante assume un potenziale conflitto tra magistrati in servizio iscritti allโ€™Anm e privati sostenitori che finirebbero per praticare una forma di finanziamento indiretto dellโ€™Anmโ€.

La replica di Parodi al ministero di Nordio: cosรฌ si viola la privacy

Il parlamentare che ha presentato lโ€™interrogazione, risalente allo scorso 13 gennaio, รจ il deputato di Forza Italia, Enrico Costa. Che si chiede: cosa succede se un magistrato si trova in aula un donatore del comitato? Parodi risponde a Bartolozzi respingendo la richiesta: il Comitato, ricorda, รจ stato promosso dallโ€™Anm ma รจ โ€œassolutamente autonomoโ€, anche sul piano giuridico. Sul sito, aggiunge, โ€œรจ riportata in modo trasparente ogni cosa, compreso lo Statutoโ€; per informazioni ulteriori rimanda ai rappresentanti del Comitato. E mette il dito nel punto piรน delicato: rendere pubblici dati di privati cittadini sarebbe contrario alla tutela della privacy.

Doppiopesismo

Il dettaglio che inchioda la doppia misura รจ un altro: la stessa โ€œtrasparenzaโ€ non sembra valere per i comitati del Sรฌ. A loro, nota anche Repubblica, nessuno ha chiesto (per ora) lโ€™elenco dei donatori, benchรฉ tra i fondatori figurino magistrati tuttora in servizio. Se la regola vale solo per chi dissente, allora non รจ una regola: รจ unโ€™arma politica. E diventa inevitabile chiedersi se lโ€™obiettivo sia informare i cittadini o, al contrario, farli desistere dal partecipare.

La replica di Di Matteo a Nordio sulle correnti del Csm

Dentro questo clima si inserisce lโ€™uscita di Nordio sul Csm, accusato di essere attraversato da un โ€œsistema paramafiosoโ€, un โ€œverminaio correntizioโ€, un โ€œmercato delle vaccheโ€. Parole pesanti, lanciate con disinvoltura da un ministro che dovrebbe garantire equilibrio istituzionale, non incendiare lo scontro a colpi di etichette. Le reazioni sono arrivate immediate: da Schlein a Conte, da Bonelli a Fratoianni. E lโ€™Anm ha replicato duramente, denunciando unโ€™offesa alla memoria di chi รจ morto combattendo la mafia e a chi ogni giorno rischia la vita contro la criminalitร  organizzata.

Poi la retromarcia mascherata: Nordio sostiene di aver solo citato Nino Di Matteo e interviste del 2019 in cui si parlava di โ€œmentalitร  e metodo mafiosoโ€. Ma Di Matteo oggi chiarisce: proprio perchรฉ ha sempre criticato le degenerazioni dellโ€™autogoverno, denuncia che la riforma rischia di aggravare il problema, aumentando il controllo politico sul Csm e sullโ€™intera magistratura. Tradotto: invece di curare la febbre, il governo alza il termostato e pretende pure lโ€™applauso. E quando un esecutivo, davanti a un voto popolare, preferisce alzare la voce e chiedere liste di nomi, la domanda non รจ piรน sulla trasparenza: รจ sulla qualitร  democratica dello scontro che sta mettendo in scena.