Un avvertimento duro, secco e senza fronzoli, che lascia presagire il possibile ritorno ai combattimenti nella Striscia di Gaza. Il ministro delle Finanze israeliano e leader dell’estrema destra, Bezalel Smotrich, ha dichiarato a Kan News che nei prossimi giorni potrebbe venire notificare ad Hamas un ultimatum per ottenere il disarmo e la completa smilitarizzazione di Gaza.
Il messaggio di Smotrich per pressare Trump
Smotrich โ esponente dellโala piรน intransigente del governo โ sostiene che lโultimatum dovrebbe arrivare da Washington, con il benestare dell’amministrazione di Benjamin Netanyahu. โNon abbiamo rinunciato a distruggere Hamas. Stiamo dando al Presidente Donald Trump la possibilitร di farlo a modo suoโ, ha sottolineato il ministro con parole che da un lato ribadiscono l’asse politico tra Usa e Israele, mentre dall’altro puntano a legittimare ogni eventuale azione militare che, come noto, lo stesso Smotrich caldeggia da mesi.
Sostanzialmente la tesi del leader dell’ala piรน intransigente del governo รจ che se Hamas non dovesse accettare di deporre le armi, allora le Forze di difesa israeliane riceverebbero โlegittimitร internazionale e sostegno americanoโ per intervenire direttamente, โentrerando” nei territori palestinesi “e conquistando Gazaโ.
La cosa peggiore รจ che le parole del ministro non sono campate in aria ma, almeno stando a quanto rivela lo stesso, sarebbero piรน concrete. “Le Idf”, ha con cluso Smotrich, “stanno giร elaborando piani operativi e giร ci sono due o tre alternative sul tavolo che stiamo esaminando per decidere quale sia la piรน appropriata”. Parole che sembrano lasciare ben poche speranze al perdurare della giร fragile tregua in corso a Gaza.
Hamas prova a riorganizzarsi eleggendo il suo nuovo vertice
Intanto, sul fronte opposto, Hamas tenta di riorganizzarsi dopo le devastanti perdite accumulate in questi ultimi due anni. Il movimento รจ entrato nella fase finale delle elezioni interne per scegliere il nuovo capo dellโufficio politico. Dopo il rinnovo del Consiglio della Shura, la corsa si restringe a due nomi: Khaled Meshaal, giร alla guida del Bureau dal 2004 al 2017, e Khalil al-Hayya, figura centrale nei negoziati per il cessate il fuoco.
La leadership attuale รจ affidata a un consiglio collettivo, nato dopo lโuccisione di Yahya Sinwar e in continuitร con quella di Ismail Haniyeh. Il nuovo presidente avrร un mandato transitorio di un anno, prima di elezioni regolari quadriennali.