Ho molto gioito per quel fuori onda della Rai alle olimpiadi in cui si sentiva dire “Evitiamo l’equipaggio israeliano”. Subito dopo però è arrivato l’ordine al cronista di chiedere scusa “personalmente e a nome della direzione di Rai Sport”. Inutile aspettarsi di meglio da TeleMeloni. Chi il coraggio non ce l’ha, non se lo può dare.
Ernesto Bellomo
via email
Gentile lettore, da parte mia ho apprezzato il telecronista della tv svizzera in lingua francese che durante la gara di un israeliano ha raccontato che quell’atleta, un militare di Tel Aviv, si era fatto beffe sui social dei bambini trucidati a Gaza. Le sue parole, a differenza di quelle uscite dalla coscienza di un uomo Rai, erano ben ponderate e forse concordate coi superiori gerarchici. Del resto, ci vuole poco a capire perché Israele faccia ribrezzo perfino alla coscienza di chi, lavorando in Rai, è assuefatto alle miserie del potere. In due anni e mezzo nel piccolo territorio di Gaza Israele ha ammazzato più giornalisti (280) di quelli uccisi in tutto il mondo (57) nei 5 anni della seconda guerra mondiale; ha ammazzato più medici e paramedici di quelli uccisi durante la seconda guerra mondiale; ha ammazzato più bambini di quelli uccisi cumulativamente in tutte le guerre nel mondo negli ultimi 7 anni; e infine ha ammazzato più bambini e donne che non uomini, caso unico nelle guerre dell’umanità, da Attila a Hitler, il che la dice lunga. La verità è che, se le nostre non-democrazie solo ascoltassero la voce dei popoli, Israele sarebbe uno Stato paria, coperto di sanzioni, escluso da gare sportive e canore e allontanato da tutti. Altro che fuori onda.
Inviate le vostre lettere a: redazione@lanotiziagiornale.it