La procura di Roma ha notificato l’avviso ieri di conclusione delle indagini al capo di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, nell’ambito dell’inchiesta sul caso Almasri. La magistrata è indagata per false informazioni al pubblico ministero. Il procedimento è coordinato dal procuratore capo, Francesco Lo Voi, e dai sostituti Giulia Guccione e Barbara Trotta.
L’iscrizione nel registro degli indagati del capo di gabinetto di via Arenula era stato formalizzato il 12 agosto scorso, dopo l’invio degli atti da parte del Tribunale di ministri, che aveva ravvisato per Bartolozzi il reato di false comunicazioni a pm. L’alto dirigente era stata ascoltata sul caso Almasri e proprio per le dichiarazioni è stata indagata per il reato previsto all’art.371 bis del Codice penale.
Bartolozzi: “Sono serena e vado avanti”. Nordio: “Perplesso dalla tempistica”
“Sono assolutamente serena, e senza condizionamenti, continuerò a lavorare con senso di responsabilità”, ha commentato a caldo Bartolozzi. Molto più aggressiva la reazione del Guardasigilli Carlo Nordio: “Esprimo ancora una volta la mia massima e incondizionata fiducia sull’operato della medesima e la mia umana vicinanza rispetto ad una iniziativa sulla cui tempistica rimango perplesso”. “Naturalmente – aggiunge – il mio Capo di Gabinetto continuerà, con ancora maggiore motivazione, ad affiancare la mia opera di riforma”.
Il ministro l’ha sempre difesa
Del resto Nordio si è sempre speso molto per la sua collaboratrice numero uno, arrivando ad accusare gli ex colleghi magistrati di aver fatto “strame del diritto”, nel suo caso. Non solo, Nordio ha anche dichiarato esplicitamente che nel caso Almasri Bartolozzi “ha eseguito i miei ordini”, respingendo l’idea che la capo di gabinetto avesse agito in autonomia o preso iniziative personali. Si era inoltre assunto la piena responsabilità politica e amministrativa degli atti compiuti dalla capa di gabinetto, scudandola di fatto dalle accuse.
La maggioranza vuole scudarla (per salvarla)
Una protezione che poi si era estesa a tutta la maggioranza di governo. In sede di Giunta per le autorizzazioni il centrodestra è arrivato a sollevare un conflitto di attribuzione davanti alla Consulta nei confronti del Tribunale dei ministri, pur di scudare Bartolozzi.
L’alta funzionaria è indagata per un reato non in concorso con quelli per cui era stata richiesta (e poi negata) l’autorizzazione a procedere nei confronti dei ministri Nordio, Matteo Piantedosi e del sottosegretario Alfredo Mantovano. Per il centrodestra, invece, non si tratterebbe di un reato “individuale”, ma in connessione con l’attività svolta dal Guardasigilli. E quindi per procedere i magistrati avrebbero bisogno dell’autorizzazione del Parlamento (come per i ministri). Da qui il ricorso alla Consulta.
E riparte la bagarre referendaria
E la stessa maggioranza ieri è ridiscesa prontamente in campo: “Sono esterrefatto, e esterrefatto è un eufemismo”, ha commentato Maurizio Gasparri, che ha subito legato l’atto della procura al referendum sulla Giustizia: “La notizia arriva in data 26 febbraio. Quando si dice il referendum non è politico e che non dobbiamo politicizzare, io mi chiedo chi politicizza il referendum con un cronoprogramma di questa natura”.
Ancora più esplicito il vice presidente della commissione Giustizia della Camera, il forzista Enrico Costa: “Un tempismo perfetto. Dalla campagna referendaria nelle Procure, alle Procure nella campagna referendaria”.
M5S e Pd contro il Guardasigilli
Immediate anche le reazioni dell’opposizione. “Nordio e tutto il suo governo non tollerano che la magistratura eserciti il controllo di legalità su tutti, senza distinzione tra cittadini comuni e esponenti del potere”, annotano i rappresentanti M5S nelle commissioni Giustizia di Camera e Senato. “La riforma serve a fare in modo che la politica possa legare le mani al potere giudiziario. Nordio ha attaccato e provato a delegittimare l’operato della magistratura fin dal primo minuto dell’indecorosa vicenda Almasri e continua a farlo oggi, lanciando inaccettabili insinuazioni senza fornire alcun elemento a supporto”, aggiungono.
“Di cosa ha paura la maggioranza?”
Dell’“ennesimo grave attacco e tentativo di ingerenza nei confronti della magistratura” da parte di Nordio parla invece il dem Federico Gianassi, “Siamo oramai al rovesciamento della realtà: per il Governo la colpa è sempre dei magistrati, soprattutto quando adottano provvedimenti sgraditi. Invece di rispondere nel merito, si tenta di delegittimare la magistratura. Già nei mesi scorsi la maggioranza ha chiesto uno scudo per la sua capo di Gabinetto contestando il regolare corso della giustizia. Di cosa hanno paura?”, conclude il dem.