L’Iran, se Trump darà l’ordine d’attacco, minaccia sfracelli e il blocco del Golfo Persico che fermerebbe tutto il commercio del petrolio verso l’Europa. Ma Teheran è davvero in grado di reagire o è solo un bluff?
Tonino Vanini
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Gentile lettore, per mezzi militari e posizione geografica l’Iran può infliggere danni rilevanti a Usa, Israele, Europa e monarchie del Golfo. Si tratta di vedere se gli Usa sono pronti a pagare un prezzo così salato, ma anche se l’Iran è disposto ad andare fino in fondo, sapendo che una sua risposta “massima” significherebbe subire una lunga guerra e grandi devastazioni. L’Iran ha minacciato un Armageddon in passato, ma poi si è sempre limitato a reazioni misurate, poco dolorose. Questa volta però Trump persegue l’annientamento del regime e la sua sostituzione con un governo fantoccio, magari guidato dal figlio dell’ex Scià Reza Pahlavi. Se la reazione iraniana fosse ancora di facciata più che di sostanza, la sua credibilità scenderebbe a zero. Nel frattempo Trump tiene la Russia paralizzata in una infinita trattativa per l’Ucraina e ne approfitta per far fuori gli alleati di Mosca: ha annichilito il Venezuela, ha messo alla fame Cuba e mira all’Iran. Ma Teheran è un alleato vitale anche per la Cina. Senza l’Iran, Pechino perderebbe una forte quota delle sue fonti energetiche e si vedrebbe chiusa la Via della Seta verso l’Europa. La caduta degli ayatollah sarebbe un colpo durissimo. Mosca e Pechino stanno inviando armi e tecnologie a Teheran. Ma non basta. Quel che dicevo dell’Iran, vale anche per la due potenze dell’Est: questa volta devono mostrare i denti, ora o mai più.
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