Iran, il primo messaggio della nuova Guida Suprema Khamenei: “Vendicheremo il sangue dei martiri”

Nel primo messaggio da Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, lancia minacce agli Stati Uniti e sulla chiusura dello Stretto di Hormuz.

Iran, il primo messaggio della nuova Guida Suprema Khamenei: “Vendicheremo il sangue dei martiri”

È il suo primo intervento pubblico da quando è stato eletto Guida Suprema dell’Iran. Il primo messaggio che si rivolge soprattutto a chi la guerra l’ha scatenata, ovvero Stati Uniti e Israele. Mojtaba Khamenei non ha nessuna intenzione di tirarsi indietro e, anzi, minaccia i suoi “nemici”: “Noi non ci ritireremo mai. Vendicheremo il sangue dei nostri martiri, vendicheremo il sangue di tutti i nostri cittadini”.

Khamenei, pur non comparendo in video e non mostrandosi, si rivolge proprio a chi è in guerra con l’Iran: “I nostri nemici pagheranno il prezzo, perché ci sarà una vendetta”. E la prima vendetta riguarda il petrolio, perché nel suo primo discorso la nuova Guida Suprema ha detto chiaramente che l’intenzione è quella di tenere chiuso lo Stretto di Hormuz.

Il primo messaggio di Khamenei: le minacce sullo Stretto di Hormuz e sulla vendetta dell’Iran

Khamenei afferma che “la leva della chiusura dello Stretto di Hormuz deve continuare a essere utilizzata come strumento di pressione. Abbiamo studiato l’apertura di altri fronti dove il nemico ha poca esperienza ed è estremamente vulnerabile. Questi saranno attivati se la situazione di guerra persiste e in base agli interessi nazionali”.

Poi si passa alle minacce verso i nemici di guerra: “Un punto che devo sottolineare è che, in ogni caso, otterremo un risarcimento dal nemico. Se si rifiuteranno, sequestreremo i loro beni nella misura che riterremo opportuna e, se anche questo si rivelasse impossibile, distruggeremo una quantità equivalente delle loro proprietà”.

Finora, prosegue Khamenei, “è stata ottenuta una vendetta limitata per il sangue dei martiri, ma finché non sarà pienamente realizzata, questo continuerà ad avere la priorità. Il crimine deliberatamente commesso dal nemico nel caso della scuola ‘Shajarah Tayyiba’ a Minab e in altri casi simili occupano un posto speciale”.

“Garantisco a tutti – prosegue – che non ci asterremo dal vendicare il sangue dei nostri martiri. La vendetta che intendiamo compiere non è legata solo al martirio del grande leader della rivoluzione ma di ogni appartenente alla Nazione martirizzato dal nemico”.

Il messaggio ai Paesi vicini

Poi la nuova Guida Suprema parla dei rapporti con i Paesi vicini: “Nel recente attacco sono state utilizzate alcune basi militari. Naturalmente, come avevamo esplicitamente avvertito, abbiamo preso di mira solo quelle basi, senza compiere alcuna aggressione contro quei paesi. D’ora in poi saremo costretti a continuare questa azione, anche se continuiamo a credere nella necessità dell’amicizia tra noi e i nostri vicini. Questi paesi devono chiarire la loro posizione nei confronti degli aggressori della nostra amata patria e degli assassini del nostro popolo. Consiglio loro di chiudere quelle basi il prima possibile, perché ormai devono aver capito che la pretesa dell’America di stabilire la sicurezza e la pace non era altro che una menzogna”.