Trump respinge l’offerta dell’Iran e prepara nuovi attacchi, Putin prova a fare da mediatore

Trump respinge l'offerta iraniana e prepara nuovi intensi attacchi, mentre Putin prova a fare da mediatore.

Trump respinge l’offerta dell’Iran e prepara nuovi attacchi, Putin prova a fare da mediatore

Nessun passo avanti. Anzi, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha respinto l’offerta dell’Iran e ha aggiunto che il blocco dello Stretto di Hormuz proseguirà fino a che non si troverà un accordo sul nucleare di Teheran. La notizia viene riferita da Axios, al quale lo stesso Trump ha dichiarato di considerare il blocco dello Stretto “in qualche modo più efficace dei bombardamenti”.

Axios rivela anche che il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) avrebbe già preparato un piano per un’ondata di attacchi “breve e potente” contro l’Iran con la speranza di uscire dallo stallo dei negoziati. Dopo gli attacchi, secondo il piano Usa, gli Stati Uniti riprenderebbero a pressare sul regime per tornare al tavolo dei negoziati con maggiore flessibilità. E intanto, in una conversazione con lo stesso Trump, anche il presidente russo, Vladimir Putin, prova a inserirsi nelle trattative tra Usa e Iran.

Stallo nei negoziati con l’Iran, schizza il petrolio

Lo stallo sui negoziati e sulla chiusura dello Stretto di Hormuz si fa sentire subito anche sulle quotazioni del petrolio. Il Brent si è spinto a ridosso dalla quota dei 120 dollari al barile, in rialzo di oltre il 7%. A preoccupare è l’ipotesi di una chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz, ritenuta più probabile dopo che Trump ha rifiutato l’offerta iraniana. Cresce anche il Wti, quasi del 7%, avvicinandosi ai 107 dollari al barile.

Sul fronte economico, l’altra notizia di giornata riguarda i costi dei bombardamenti in Iran per gli Stati Uniti. È stato il controllore del dipartimento della Difesa, Jay Hurst, a fornire la cifra: finora il conflitto è costato 25 miliardi di dollari a Washington, soprattutto a causa delle decine di migliaia di bombe e missili utilizzati.

Nonostante questi costi, per il segretario alla Difesa Pete Hegseth la guerra in Iran non è un “pantano”, come affermato dal deputato democratico, John Garamendi, davanti alla commissione Forze Armate della Camera. Hegset ha invitato il deputato dem a vergognarsi sostenendo che il suo lingua “mina la missione” e che “il suo odio per il presidente Trump lo acceca”.

La telefonata tra Trump e Putin

Nel pomeriggio Trump ha avuto una lunga telefonata, di circa un’ora e mezza, con il presidente russo, Vladimir Putin, come confermato dal Cremlino. La Cnn riporta che i due “hanno discusso di un cessate il fuoco in Medio Oriente”, con il presidente russo che avrebbe esposto delle idee per risolvere la questione del nucleare iraniano. Poi si è anche parlato della guerra in Ucraina. Putin si è detto pronto a dichiarare una tregua per il Giorno della Vittoria, ovvero il 9 maggio. Sempre il presidente russo ha assicurato che un accordo per risolvere il conflitto in Ucraina sarebbe vicino.