Due settimane senza mai apparire in pubblico malgrado la recente promozione a nuova Guida Suprema dell’Iran. Da quando i bombardamenti hanno colpito l’Iran il 28 febbraio, la figura di Mojtaba Khamenei – già di suo schiva e poco incline a mostrarsi in pubblico – sembra del tutto evaporata dalla scena pubblica. Un’assenza rumorosa che da giorni alimenta un vero e proprio giallo, con voci di corridoio – tutte rigorosamente smentite da Teheran – secondo cui sarebbe gravemente ferito, forse addirittura sfigurato in volto, oppure deceduto durante gli attacchi di Usa e Israele.
Il nuovo leader iraniano, il 56 enne secondo genito dell’ayatollah Ali Khamenei ucciso nel primo giorno di raid, è diventato l’assoluto protagonista di questo mistero.
Mojtaba Khamenei è un fantasma e crescono le indiscrezioni secondo cui sarebbe ferito o morto
Come accade ormai da giorni, la versione ufficiale di Teheran è sempre la stessa e mira chiaramente a mettere a tacere le speculazioni. Secondo le autorità, Khamenei sarebbe rimasto solo leggermente ferito nei bombardamenti iniziali e continuerebbe a guidare il Paese dai suoi uffici. Una spiegazione che, però, vacilla di ora in ora per via della perdurante assenza del leader perfino da tv e radio.
A provare a sciogliere questo rebus è il tabloid britannico The Sun che, dopo aver parlato con alcune fonti, ha dato la notizia secondo cui il vertice del sanguinario regime iraniano sarebbe gravemente ferito, e verserebbe addirittura in un coma profondo dopo aver perso una gamba e riportato danni agli organi interni. Una ricostruzione che, però, al momento non può essere verificata viste le difficoltà nel reperire informazioni da quello che è a tutti gli effetti uno dei Paesi più inaccessibili del globo.
Diversa la ricostruzione del quotidiano kuwaitiano Al‑Jarida secondo cui Mojtaba Khamenei sarebbe stato evacuato segretamente su un aereo militare russo e ora si troverebbe a Mosca per un intervento chirurgico urgente.
Il messaggio letto in TV dal presentatore del telegiornale
Ad oggi l’unico cenno pubblico di Mojtaba Khamenei è stato un messaggio, a lui attribuito, e letto dalla televisione di Stato iraniana una settimana fa. Un intervento, la cui paternità resta dubbia, in cui il leader promette di “vendicare il sangue versato dagli iraniani per una guerra illegale”. Se, dal suo punto di vista, appare comprensibile la scelta di non mostrarsi in video – al fine di evitare di dare indizi su dove si trovi a chi vuole colpirlo -, resta più nebuloso il motivo per il quale il testo non è stato letto dalla sua voce in quanto lo ha fatto il presentatore del telegiornale.
Un vero e proprio mistero che ha portato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, al solito non curante di provocare ulteriori tensioni, a dichiarare di non sapere “nemmeno se Khamenei sia ancora vivo”. Più cauto il capo del Pentagono Pete Hegseth che ha parlato apertamente di un leader “ferito e probabilmente sfigurato”.
L’assenza in pubblico del leader iraniano e l’ipotesi di una scelta deliberata
Difficile dire come stiano le cose anche se gli analisti di politica internazionale fanno notare che esiste anche un’altra possibile chiave di lettura, capace di spiegare il silenzio di Mojtaba Khamenei. Alcuni analisti ipotizzano che l’assenza pubblica sia una scelta deliberata, in quanto esporsi – anche solo per pochi minuti davanti a una telecamera – significherebbe fornire indizi sulla sua posizione. E nel mezzo di una guerra, con i servizi israeliani e americani sulle tracce dei vertici iraniani, ogni dettaglio conta.