Un coro all’unisono. Le opposizioni chiedono le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, e chiedono alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, di prendere posizione prima del referendum sulla giustizia.
Appelli che, per il momento, vengono ignorati dallo stesso sottosegretario così come dalla presidente del Consiglio, leader anche del partito di cui fa parte Delmastro. La maggioranza prova così, puntando sul silenzio, a far rientrare il caso del sottosegretario e della società da lui aperta con la figlia di un prestanome di un clan.
Da Conte a Bonelli, le opposizioni chiedono le dimissioni di Delmastro
Il leader dei 5 Stelle, Giuseppe Conte, non ha dubbi: Delmastro “si deve assolutamente dimettere”. “Stiamo presentando in queste ore – annuncia il presidente pentastellato – la richiesta di revoca della sua nomina a sottosegretario”. Conte prosegue: “Delmastro è già stato condannato, lo ricordiamo, in primo grado per violazione dei segreti di ufficio. È impensabile che un sottosegretario, un membro di governo, costituisca a fine 2024 una società e faccia affari con la figlia appena diciottenne, nominandola amministratrice, di un prestanome di un clan mafioso, tra l’altro temutissimo e potentissimo come quello dei senese”.
La segretaria del Pd, Elly Schlein, tira in ballo proprio Meloni, riportando notizie di stampa per le quali “Meloni sarebbe a conoscenza dei fatti addirittura da un mese”. Schlein incalza quindi la presidente del Consiglio: “Gli italiani hanno il diritto ad avere una sua presa di posizione chiara, ma non dopo il referendum, la pretendiamo subito”.
La richiesta di dimissioni arriva anche dal co-portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli: “Delmastro è incompatibile con il ruolo da sottosegretario alla Giustizia: attendiamo le sue dimissioni. La vicenda della sua partecipazione a una società insieme a un condannato per mafia si somma alla sua condanna in primo grado per rivelazione di segreti d’ufficio. Il fatto che Delmastro abbia omesso di adempiere all’obbligo, previsto per tutti i deputati, di dichiarare eventuali partecipazioni societarie è un fatto gravissimo”. Per Bonelli, “Il silenzio della Meloni conferma che nel governo c’è una grande questione morale”.