Referendum sulla giustizia, la guida al voto: tutto quello che c’è da sapere, dai punti della riforma ai risultati

Tutto quello che c'è da sapere sul referendum sulla giustizia del 22-23 marzo: orari, punti della riforma, come andare ai seggi e risultati.

Referendum sulla giustizia, la guida al voto: tutto quello che c’è da sapere, dai punti della riforma ai risultati

Dopo mesi di scontri, di attacchi alla magistratura, di richiami del Quirinale per moderare i toni, alla fine il referendum sulla giustizia è arrivato. Il 22 e 23 marzo gli italiani sono chiamati a votare per confermare o cancellare la riforma voluta dal governo che introduce la separazione delle carriere e la nuova Alta Corte.

A ogni elettore verrà fornita una sola scheda, con due opzioni: si può votare per confermare la riforma e No per cancellarla. Ma come si vota e cosa bisogna sapere in vista della chiamata alle urne? Vediamo tutto quello che c’è da sapere attraverso una breve guida al voto.

Referendum sulla giustizia, le regole del voto

Il referendum del 22 e 23 marzo è di tipo confermativo, come previsto dall’articolo 138 della Costituzione. Il referendum è stato richiesto dopo l’approvazione in Parlamento della riforma voluta dal governo di Giorgia Meloni e dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, senza il raggiungimento dei due terzi dei voti. Non è previsto un quorum, quindi un voto in più è sufficiente per la vittoria del Sì o del No, indipendentemente dall’affluenza.

Quando e come si vota

I seggi saranno aperti domenica 22 marzo dalle 7 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle 7 alle 15. Per votare, i cittadini devono recarsi ai seggi con un documento d’identità valido (carta d’identità o passaporto) e con una tessera elettorale che abbia ancora spazi vuoti (altrimenti è necessario richiedere la nuova).

Referendum, su cosa si vota: i punti principali della riforma

Sono tre i punti principali introdotti dalla riforma su cui i cittadini sono chiamati al voto. Il primo elemento è la separazione delle carriere dei giudici e dei pubblici ministeri. Si vota poi sullo sdoppiamento del Csm: nascerebbero così due organi, uno che giudica sui magistrati giudicanti e uno su quelli requirenti. Il terzo punto è invece la creazione dell’Alta Corte disciplinare, composta da membri in parte estratti tramite sorteggio che dovranno valutare l’operato dei magistrati ed erogare eventuali sanzioni. Il sorteggio viene introdotto anche per i Csm.

Il post-voto: quando conosceremo exit poll e risultati

I seggi chiuderanno lunedì 23 marzo alle ore 15 e da subito verranno forniti i primi dati sull’andamento del voto referendario. Già dalle 15, infatti, è attesa la pubblicazione dei primi exit poll e instant poll. Già confermata la diffusione dei dati da parte di YouTrend per SkyTg24. Come di consueto, poi, dovrebbero arrivare le prime rilevazioni anche da Swg per il TgLa7 e dal Consorzio Opinio per la Rai.

Alla chiusura dei seggi arriveranno anche i primi dati sull’affluenza, che non saranno comunque decisivi considerando che non è previsto il quorum. Si procederà poi con lo spoglio delle schede per arrivare ai risultati definitivi. Per sapere se avrà vinto il Sì o il No bisognerà attendere il pomeriggio: considerando che lo spoglio delle schede dovrebbe essere semplice (con sole due opzioni tra cui scegliere) è probabile che il risultato arrivi già nel pomeriggio intorno alle 18. Ovviamente l’esito potrebbe arrivare anche molto più tardi nel caso in cui la sfida tra Sì e No sia molto ravvicinata e si decida con un margine molto ristretto.