Benzina e diesel tornano a salire, il taglio delle accise del governo Meloni si rivela un flop

Prezzi dei carburanti in aumento: il rialzo del petrolio rischia di annullare il taglio temporaneo delle accise deciso dal governo.

Benzina e diesel tornano a salire, il taglio delle accise del governo Meloni si rivela un flop

Sembra proprio che l’effetto del taglio delle accise deciso dal governo di Giorgia Meloni, che per le opposizioni è stato tardivo e fin troppo soft, si stia rivelando in poco più che un pannicello caldo. Dopo un primo calo del prezzo di benzina e diesel, il caro carburanti ha ripreso la sua corsa che rischia di disinnescare la misura presa dall’esecutivo.

A spingere il prezzo sono le quotazioni internazionali che continuano a salire, con la rete italiana che si adegua quasi in automatico. Eni alza i prezzi di 5 centesimi su benzina e diesel, mentre Q8 segue a ruota con +4 centesimi su entrambi i carburanti. E c’è da scommettere che anche altri presto si accoderanno.

Il salasso quotidiano

Stando alle ultime rilevazioni la benzina self service sale a circa 1,72 euro al litro, mentre il diesel, sempre in modalità self service, sfiora 1,98 euro al litro. Sul servito la verde è a quota 1.858 euro al litro, va peggio al gasolio che in modalità servito supera facilmente i 2 euro tanto che l’attuale media è di 2,116 euro al litro.

Insomma il taglio delle accise, attivo fino al 7 aprile, avrebbe dovuto alleggerire il peso sui consumatori ma è stato rapidamente eroso dagli effetti della guerra in Iran e, molto probabilmente, anche da fenomeni speculativi. In questo trend rialzista, a ‘salvarsi’ sono i carburanti alternativi. Infatti i prezzi medi praticati del Gpl sono tra 0,654 e 0,696 euro/litro, mentre per il metano vanno da 1,466 a 1,608 euro/kg.