Dopo 21 ore di trattative fitte ma inconcludenti a Islamabad, in Pakistan, J.D. Vance ha abbandonato il tavolo negoziale, certificando il fallimento del confronto con lโIran. Il vicepresidente degli Stati Uniti e capo della delegazione che ha partecipato agli incontri, poco prima di fare ritorno a Washington, ha provato a riassumere il faccia a faccia con i rappresentanti di Teheran: “Per 21 ore abbiamo avuto una serie di discussioni sostanziali con gli iraniani. Questa รจ la buona notizia. La cattiva notizia รจ che non abbiamo raggiunto un accordo. E penso che questa sia una cattiva notizia per lโIran molto piรน che per gli Stati Uniti dโAmerica”.
A causare lo stallo, secondo lui, sarebbe il fatto che “lโIran non รจ disposto a rinunciare alle sue ambizioni nucleari”. Una tesi che, perรฒ, รจ stata smentita dalla delegazione di Teheran che, al contrario, accusa gli Stati Uniti di avanzare pretese eccessive.
Il flop preannunciato tra Usa e Iran
Eppure il summit di Islamabad sembrava essere iniziato con il piede giusto, poichรฉ aveva posto fine a quasi 50 anni di relazioni inesistenti tra Stati Uniti e Iran. Quel che รจ certo รจ che lo stallo diplomatico che si รจ creato, sebbene non metta fine ai negoziati – che potrebbero riprendere giร in settimana – ha fatto infuriare Donald Trump, che da tempo sta collezionando figuracce.
La sua reazione รจ stata, come da copione, furiosa. Il tycoon, infatti, ha minacciato di riprendere i combattimenti “colpendo qualunque iraniano spari contro gli Stati Uniti o contro navi civili”, di imporre un blocco navale allโIran – che, salvo colpi di scena, potrebbe iniziare giร nel pomeriggio – e di procedere con lo sminamento del piccolo lembo di mare insieme al Regno Unito (che ha subito negato il proprio coinvolgimento) e ad altri Paesi. Minacce che il leader statunitense ha rivolto anche alla Cina di Xi Jinping: se Pechino dovesse inviare armi a Teheran, vedrebbe aumentare i dazi del 50%.
Di tutta risposta, gli ayatollah, pur dichiarandosi disponibili a riprendere le trattative, hanno schierato le forze speciali della Marina lungo la costa meridionale dellโIran, temendo una possibile invasione da parte delle forze americane. Inoltre, i Pasdaran hanno avvertito che lโavvicinamento di navi militari allo stretto di Hormuz sarebbe considerato una violazione del cessate il fuoco e che, in tal caso, “il nemico rimarrร intrappolato in un vortice mortale nello Stretto”.
La diplomazia non si arrende
Insomma, sono ore delicate per evitare la ripresa delle ostilitร . Lo sa bene il Pakistan, che sta cercando di mantenere i contatti con gli Stati Uniti e con lโIran per riportarli al tavolo dei negoziati e che avrebbe ottenuto un assenso di massima da entrambe le parti.